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LU CUMPAGNE (L’amico)

LU CUMPAGNE
(L’amico)

di Ennio Bellucci

Tenajje nu campagne
è ‘na causa belle,
ve le roice
che le sa’…
Iojje lu tene’,
nu campagne paddavaire.
Echetee…
Come eve biolle!
Faciavame tutte aunoite:
camenete,studiete,femmene
i gelete.
S’avame come a du
fratiojje…
Ma ‘ na vote avemmera
leteghe’.
Come fu?
Fu cusci’…
Che ‘na femmene,ma…
‘na femmene…..
Ce facio’
leteghe’.

 

” Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me” ( H.Ford)

Altro capolavoro di Ennio Bellucci questa bella composizione che tratta un nobile sentimento: l’amicizia. Questa volta l’autore pone l’accento su due sentimenti: l’amicizia e l’amore. Racconta di un vincolo forte che lo lega all’amico di sempre, che pero’, un bel giorno, subisce una battuta d’arresto. Succede che si innamorano della stessa ragazza che, e’ da presumere, bella dentro e fuori, e l’amicizia finisce. L’autore non ci dice se la rottura è definitiva oppure no. Per esperienza personale, posso assicurare che, tutti e due, da persone intelligenti, accettano serenamente la volontà della ragazza e l’amicizia si ricompone.

Gaetano Villani  (già Presidente del consiglio comunale di Manoppello)

Riceviamo e pubblichiamo:

La poesia di Ennio Bellucci descrive con semplicità e nello stesso tempo con enfasi la gioia e la felicità di avere un compagno con il quale condividere tuo. E’ quasi un dividere se stesso con l’altro. Felice di dire al mondo di avere un compagno, un amico per davvero. Dice al mondo quasi gridano la bellezza di fare tuo insieme. Due fratelli che fanno lo stesso percorso, ragionamen!, proge”, convivialità, sguardo alle donne, come giusto che sia. Cambia il linguaggio e il quadro di insieme quando deve dire che una volta hanno li!gato. Si il meraviglioso meccanismo si è inceppato per colpa di una donna che ha fao li!gare gli amici. “Fu così” una lite per una femmina. Non dice altro ma in quel fu così è racchiuso tuo il dispiacere e la tristezza per un’amici zia che si era incrinata. In questa poesia emerge la forza dello stare insieme, di condividere, di avere un amico e per nessuna cosa al mondo vale la pena di rompere un’amicizia.

Mario Ialenti (direttore pastorale turismo e sport CEAM)

5 commenti riguardo “LU CUMPAGNE (L’amico)

  • Mi prendi per il cuore cose belle ,non so se i cumpegn. D na vot. C ste nn ancaur nch tutti i valori umani ,avanti così non ti fermare questo ns paese. Deve ritrovare le sue origini che l’indifferenza. Ha distrutto. Complimenti

    Risposta
  • Amicizia e amore due sentimenti nobilisimi ai quali non bisognerebbe mai rinunciare.
    Aiutano a vivere e fanno volare in alto….imprescindibili.
    in fondo sono due facce della stessa ” medaglia”: la vita.
    Ennio non ti fermare…continua con queste tue pennellate d’autore. Grazie e complimenti.

    Risposta
  • Daniele Ciarfella

    Nel leggere queste poche,ma intense righe in dialetto Pratolano, mi stride il cuore.
    A chi in gioventu’ non gli e’ accaduto,puo’esserne davvero felice, in tanti viceversa,ne serbiamo ancora il dolore.
    Complimenti Ennio,
    la verita’ e’ sempre illuminante,
    ci aiuta ad essere coraggiosi.

    Risposta
  • Molto bella. il dialetto è una bellissima forma di espressione.
    Non ci dice come va a finire tra i due compagni ma capita che gli amori passino mentre gli amici, quelli veri, restano

    Risposta
  • C’è una verità semplice e struggente nei versi di Ennio Bellucci. In questo caso Il dialetto non è solo una scelta stilistica, ma un modo per restituire con immediatezza l’atmosfera di un tempo condiviso, fatto di passi, risate, studio, gelati e confidenze. In poche righe, l’autore riesce a evocare un’amicizia profonda, vissuta con la spontaneità e l’intensità di chi si sente “come a du fratiojje”.

    Poi, come spesso accade nella vita, qualcosa si spezza. Una donna (evocata con pudore e sospensione) diventa il punto di rottura. Non servono spiegazioni: bastano quei puntini, quel “ma… ‘na femmene…”, per farci intuire tutto. Il non detto pesa quanto, se non più delle parole.

    La citazione di Henry Ford in chiusura, “Il mio miglior amico è colui che sa tirare fuori il meglio di me”, non è lì per caso e amplifica il senso della perdita, ma anche un omaggio a ciò che quell’amicizia è stata: una possibilità di crescita, di luce, di condivisione autentica.

    Bellucci ha il dono raro di far parlare le emozioni senza forzarle, lasciando che siano le immagini e i suoni del testo a raccontare. La sua scrittura è viva, sincera… arriva dritta al cuore. Merita davvero tutta la stima e l’affetto che riceve e forse anche di più.

    Risposta

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