FEMMINICIDIO LETTOMANOPPELLO. PEZZOPANE: “SIAMO TUTTE CLERIA”
L’AQUILA – Ā āSiamo tutte Ā Cleria. PerchĆ© quando si muore cosƬ, muoriamo tutte. E quando si muore cosƬ, la nostra voce ĆØ Ā unanime: BASTA. Ā Il femminicidio avvenuto a Lettomanoppello Ā ĆØ un tragico ed orribile femminicidio annunciato. L’ex marito Antonio Mancini,girava armato ed era stato denunciato più volte dal figlio Camillo. Le forze dellāordine conoscevano le violenze ed il rischio che la donna correva, aumentato per il possesso di unāarma esibita come trofeo. Come ĆØ stato possibile che lāuomo potesse agire indisturbato? Ā Un ossessivo padre-padrone, Ā contrario alla separazione dalla moglie, considerata un oggetto da malmenare, offendere, picchiare, fino ad ucciderla sparandole in volto. Il femminicida riteneva Cleria sua proprietĆ , o stai con me, alle mie regole, nel mio carcere patriarcale, o ti ammazzo. E lāha ammazzata, perchĆ© lei si ĆØ liberata del marito padrone, separandosi e cercando di dedicarsi alla famiglia. PerchĆ© la sua voce non ĆØ stata ascoltata, perchĆ© la vita di una donna non vale nulla? PerchĆ© un uomo che caccia una pistola al bar non suscita immediatamente un allarme ? E suscita purtroppo risate, omertĆ , risolini di complicitĆ ? Il femminicida ha cercato di uccidere anche Ā il nipotino di 13 anni, forse per punire il figlio che aveva più volte segnalato la gravitĆ della situazione. Ā Vogliamo sapere perchĆ© Ā non si ĆØ fatto nulla per bloccare Ā questo femminicidio. Vogliamo sapere perchĆ© dobbiamo sopportare tutto questo. Vogliamo sapere perchĆ© il dolore, la violenza, la morte delle donne non suscita una rivolta morale. Non ĆØ un incidente, non ĆØ disagio, ĆØ una idea di potere patriarcale che non muore ancora, che anzi attraversa tutte le generazioni e gli strati sociali e che uccide le donne. La morte di Cleria si poteva evitare, ĆØā stata una morte annunciata. Siamo veramente stanche di questa indifferenza, di sottovalutazioni mortali. FinchĆ© la cultura del possesso prevarrĆ sulla cultura del rispetto continueremo a contare donne uccise, stuprate, maltrattate, offerte sui social come carne da macello. Una nuova cultura del rispetto merita fatti nuovi, tutte e tutti ci dobbiamo sentire ingaggiati contro questa mattanza quotidiana. Magari approntando nuovi strumenti culturali e valoriali, tra cui lāapprovazione della proposta di legge che giace in regione dal 2023 proposta dalle Democratiche abruzzesi sulla educazione alla affettivitĆ ed alla paritĆ di genere. E magari approvando in parlamento le leggi contro le molestie e sul consenso. Se non ora, quando.ā
On Stefania Pezzopane, Ā attivista dei diritti delle donne, giĆ parlamentare



