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CASINO TOTALE

di Marco Alberico

Il titolo “Casino totale” non si riferisce all’intenso e malinconico romanzo noir di Jean-Claude Izzo, ambientato a Marsiglia. No. Il nostro “Casino totale” è molto più provinciale e ugualmente drammatico per le sorti di una comunità: stiamo parlando dell’amministrazione comunale di Sulmona guidata dal sindaco Luca Tirabassi.

Sulmona è affetta dalla sindrome della politica di professione
Ci risiamo. Non passa giorno che la politica sulmonese non si trasformi in una lotta tra fazioni politiche. L’ultima, in ordine cronologico, è la lite furibonda – come riportato dal quotidiano Rete Abruzzo – tra il sindaco Luca Tirabassi e l’assessore al Bilancio, Alessandro Pantaleo, con la conseguente richiesta di dimissioni. Un classico: la maggioranza di centrodestra si sfascia non sui grandi temi, non sulle visioni di sviluppo per la Valle Peligna, ma sui personalismi. Un copione stancante che, stranamente, vede spesso gli stessi attori protagonisti del dramma.

Diciamocelo chiaramente, le crisi e i capricci politici sono endemici in casa dei cosiddetti “civici” che hanno fatto, almeno i loro leader, della politica una professione senza alternativa.

Il ragionamento è in realtà piuttosto semplice: quando la politica è l’unica fonte di sostentamento di un individuo, essa smette di essere percepita come uno strumento di servizio per la comunità. Diventa, invece, l’unico stipendio. Di conseguenza, il politico sviluppa una dipendenza dalla poltrona. Non c’è niente di più pericoloso per la democrazia locale e nazionale del timore di perdere la propria fonte di reddito, poiché questo sposta la priorità dal servire i cittadini al conservare la carica.

Invece di concentrarsi sui bilanci, sulla vulnerabilità sismica di Palazzo Manara, sulla sanità, sul rilancio del centro storico o sulla crisi industriale, sull’inceneritore, l’amministrazione è paralizzata e instabile. È il segno di una classe politica che ha perso il contatto con la realtà del territorio. Sulmona subisce l’ennesimo danno enorme. Un “Casino totale”.

La città ha bisogno di una politica fatta da persone che, se domani perdessero l’incarico, avrebbero un lavoro a cui tornare, dimostrando così che la loro presenza in Comune è un sacrificio per il bene comune. Finché non si supererà questa sindrome della “poltrona a tutti i costi”, Sulmona sarà condannata a navigare in questo “Casino totale” permanente, con buona pace di chi, come i cittadini, attende risposte e non l’ennesimo commissario prefettizio.

8 commenti riguardo “CASINO TOTALE

  • ONESTA' onesta'

    SINDACO NON SI FACCIA INTIMIDIRE, LA ZAVORRA PORTA SOLO CRISI E CAOS SULLA ROAD MAP…..SIA SEMPRE COERENTE E SINCERO VERSO I CITTADINI E LA CITTA’….TUTTO IL RESTO E’ NOIA…..FORZAAAA

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  • È una roulette russa con lui e moglie protagonisti.

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  • Giorgio Pastore

    Pienamente d’accordo con ciò che si dice. La nostra bella Sulmona affossata da questi personalismi. Ma fin quando ci saranno persone che voteranno queste solite persone, allora non andremo da nessuna parte.

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  • considerazioni condivisibili , dunque complimenti per questi aggiornamenti puntuali sulla vita politica e amministrativa della nostra Sulmona . Unica testata che riporta puntualmente e argomenta su fatti e notizie (peraltro con repliche anche dei diretti interessati a conferma pertanto che non sono frutto di fantasia)
    Di contro le altre testate , e si notano, ogni qualvolta sono messi in discussioni i “registi” girano la testa dall’ altra parte, complimenti anche a voi per la totale indifferenza .
    Sulmona oggi è diventata anche questo

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  • L’idea che la politica debba essere fatta solo da persone che “se domani perdessero l’incarico avrebbero un lavoro a cui tornare” parte da una suggestione moralmente condivisibile, ma politicamente superficiale. È l’ennesima espressione di un populismo moralista che riduce la questione della buona amministrazione a un problema di “onestà” o di “spirito di sacrificio”, ignorando invece la questione strutturale della competenza e della professionalità nella gestione della cosa pubblica.

    In Italia, e in realtà come Sulmona, il problema non è che ci siano persone “attaccate alla poltrona”, ma che la politica e la pubblica amministrazione non siano più in grado di selezionare, formare e valorizzare i dirigenti migliori.
    Abbiamo una burocrazia spesso bloccata da logiche di anzianità e da carriere opache, e una classe politica che — proprio per inseguire il mito del “cittadino qualunque prestato alla politica” — ha finito per disprezzare la carriera politica come mestiere civile e responsabilità professionale.

    Non è sbagliato voler fare carriera nella politica o nella pubblica amministrazione, anzi: è necessario. In ogni democrazia matura, si diventa politici o dirigenti pubblici dopo percorsi di studio, formazione, esperienze sul campo, e valutazioni di merito. Solo in Italia chi ambisce a queste carriere viene guardato con sospetto, come se l’ambizione fosse sinonimo di opportunismo.
    Ma senza ambizione pubblica e senza prospettiva di carriera, la politica si svuota e rimane appannaggio di chi ha tempo libero, reti personali o interessi privati da difendere.

    La retorica dell’“amministratore che si sacrifica” è dunque fuorviante: non serve un martire civico, serve un amministratore capace. Il vero problema non è chi occupa la “poltrona”, ma come ci arriva e cosa fa una volta seduto.
    Finché non si introdurranno sistemi di valutazione del merito, percorsi di formazione e una cultura della responsabilità che premi chi fa bene e sanzioni chi fallisce, continueremo a lamentarci del “casino totale” senza mai chiederci chi ha costruito le regole del gioco.

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  • Giacomo Faggioni

    Si chiama l’anatra zoppa.
    Ci risiamo, fanno la fila per riscuotere il dovuto.
    I civici portano sempre con loro un Municipio le anatre che starnazzano e poi le azzoppano.
    Ci fanno il fegato grasso.

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  • ma perché la procura non indaga per voto di scambio?

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  • ma quando impareremo a far si che la politica sia utilmente al Servizio di tutti e invece non serva a generare privilegi ???

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