SALMA NASCOSTA IN UNA GROTTA A CASTROVALVA: A PROCESSO DUE FIGLI E UNA NUORA
Saranno processati con rito abbreviato due dei tre figli di Bruno Dal Negro, l’81enne di Trani, e la nuora, accusati di occultamento di cadavere, truffa aggravata e utilizzo indebito della carta di credito. La pensione di 3.000 euro al mese il possibile movente.
Non è stata la montagna d’Abruzzo a custodire un segreto, ma una grotta. Dentro, avvolto in un sacco a pelo, il corpo senza vita di Bruno Delnegro, 81 anni, di Trani. A due anni e mezzo da quella scoperta macabra – avvenuta il 30 luglio 2022 a Castrovalva, nel comune di Anversa degli Abruzzi – la giustizia si prepara ora a processare due dei tre figli dell’uomo e la nuora, accusati di aver trasportato e nascosto la salma per continuare a riscuotere la pensione del padre.
Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, che ha disposto il rito abbreviato per gli imputati Salvatore e Domenico Delnegro e per Barbara Mastropasqua, compagna di Salvatore. L’udienza è stata fissata per il 5 febbraio. Per Salvatore Delnegro, il Gup ha inoltre disposto una perizia psichiatrica per valutare la capacità d’intendere e di volere al momento dei fatti e quella di stare a giudizio.
Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Sulmona, sarebbe stato proprio Salvatore, con l’aiuto della compagna, a prelevare il corpo del padre dalla casa di famiglia a Trani – dove l’anziano era morto nel pomeriggio del 26 luglio 2022 – per trasportarlo in Abruzzo e occultarlo nella grotta. Il terzo imputato, Domenico, avrebbe avuto un ruolo di complicità nella gestione dell’abitazione e nel successivo silenzio che seguì la scomparsa.
Dietro quel gesto, secondo l’accusa, c’era un movente economico: la pensione mensile di 3.000 euro, che i familiari avrebbero continuato a riscuotere per un intero anno dopo la morte dell’uomo.
A smascherare il piano, dopo otto mesi di indagini, furono i carabinieri del nucleo investigativo dell’Aquila, che ricostruirono gli spostamenti dell’auto usata per il trasporto – una Ford Focus – grazie al tracciamento del gps e delle celle telefoniche. Fondamentale anche la scoperta della placca metallica impiantata a Bruno Delnegro durante un intervento chirurgico nel 2021, che consentì agli investigatori di identificare con certezza la salma.
Le telecamere di sorveglianza della Decathlon di Molfetta ripresero Salvatore e la compagna mentre acquistavano, alle 19.35 del 26 luglio, il sacco a pelo in cui sarebbe stato avvolto il corpo. Poi la corsa a Trani per spogliare il padre e sistemarlo nel sacco, la partenza alle 20.14 e l’arrivo in Abruzzo poco dopo la mezzanotte. Quattro minuti dopo l’arrivo a Castrovalva, l’auto era già in ripartenza.
I tre imputati dovranno rispondere di occultamento di cadavere, truffa aggravata ai danni dell’Inps e utilizzo indebito della carta di credito del defunto. È stato invece archiviato il procedimento a carico del terzo figlio, Benito Delnegro, per il quale il gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Edoardo Mariotti, riconoscendo che non aveva avuto rapporti con il padre né preso parte al piano.



