PANTALEO L’ENFANT PRODIGE “SBATTUTO FUORI” DAL SINDACO
di Luigi Liberatore
“Che fai, mi cacci?”, sbottò 15 anni fa, dalla platea dell’Auditorium della Conciliazione a Roma, Gianfranco Fini rivolgendosi così al capo del governo, Berlusconi. La teoria dei corsi e ricorsi della storia sono alla base di quella filosofia di Giambattista Vico per cui la storia, quella umana, non segue una via retta, ma precipita e risale seguendo una sinusoidale (gran brutto termine se riferito a Vico) secondo l’alternanza tra civiltà e barbarie. E qui, a Sulmona, oggi, assumendo le dovute distanze sia tra Berlusconi e Fini, ma soprattutto con Giambattista Vico, siamo finiti in quel ciclo col sindaco, Luca Tirabassi, che ha messo alla porta il suo assessore al Bilancio, Alessandro Pantaleo. Il punto di attrito, ovvero la divergenza di vedute sulla nomina del presidente dei revisori dei Conti che ha scatenato la bagarre, è solo la scintilla che ha fatto esplodere una relazione politica male assortita e che ha portato ad una specie di editto bulgaro. Il sindaco ha detto a Pantaleo: “Dimettiti”, giusto per non defenestrarlo. Ho bisogno di esprimere tre o quattro cose prima di chiudere; e prima che me ne scordi devo dire che il sindaco di Sulmona ha fatto bene. Tuttavia non può passare sotto silenzio il fatto che ci troviamo di fronte ad amministratori che non sanno cosa significhi la politica, al di là del semplice assunto che ogni esponente degli eletti in seno al Consiglio comunale della città possa produrre attestati di onestà. La politica è fatta di altre cose, è una dote personale, un dono dico io, che si affina con l’esperienza e che forse si alimenta pure di arroganza e di vanità, avendo come substrato, però, il realismo per sapersi adattare alla fortuna. Non sono io, è Guicciardini. Torniamo a Sulmona. Il sindaco Tirabassi si è allontanato dagli affari di Sulmona da quattro mesi, troppo per uno che guida una città di più di ventimila abitanti, poco, addirittura, per un sindaco eletto a furor di popolo se solo avesse potuto contare su una coalizione “amica”. Il sindaco di Sulmona è solo perché dopo il suo rientro ha capito che si stava tramando non contro di lui ma facendo conto come se lui non ci fosse. Mi sembra di non andare molto lontano dal presumere che ci siano aggregazioni politico-amministrative che pensano di posare le mani sulla città, per cui il “dimettiti” mi pare che rappresenti il giusto senso di riappropriazione di una funzione sancita dal popolo. Infine. Non sono stato un sostenitore del sindaco Luca Tirabassi per estrazione politica e poi per una valutazione del tutto personale (cosa insignificante); apprezzo tuttavia che il riposo ancorché sofferto gli abbia restituito il “Physique du role” in tempo per ammansire gli aristocratici della politica sui quali andrebbe riservato una capitolo a parte. Cosa che vorrei fare.




Articolo apprezzabile. I bene informati dicono che Pantaleo resterà saldamente al suo posto. Staremo a vedere.
L’ENFANT PRODIGE…….. d’ che’ ci faccia vedere il suo curricula , cosi’ da rendersi conto di che gli permette di essere così borioso, soprattutto quello lavorativo
Con questo tipo di democrazia, si è perso il prezioso uso di amministratori professionisti, formati e onesti.
I pagliacci e sbruffoni che provano, falliscono e creano solo ulteriori scempi amministrativi e politici.
Se non fosse per il “dimettiti”, penserei lo stesso del Sindaco.
Non vorrei mai che Noi Moderati e Gerolosimo facciano l’ennesimo voltafaccia a cui ci hanno abituato.
sconsiglio di sollecitare le dimissioni di Pantaleo, perché le sue indubbie capacità lavorative potrebbero fare la differenza
ovvio che lo faranno
… tutti a denigrare il dottor Pantaleo.
Eh basta!
Spero che il Dottore stufo di essere denigrato pubblichi, per azzittire tutte le malelingue, i suoi curricula: di studio, professionali…
oltretutto sarebbe quasi ora.
Aver dimostrato autorevolezza nei riguardi di un sottoposto ancor di più se a ragione, ci induce a pensare, con soddisfazione, che il sindaco sia tornato sullo scranno di Palazzo San Francesco con la determinazione che il suo ruolo gli impone di avere.
Sapere di avere un primo cittadino incline a non farsi passare la mosca sotto il naso ci fa ben sperare, ma soprattutto mi sembra un chiaro altola’ al/ai manovratori occulti (o quasi) in servizio permanente effettivo.
Chi ha orecchie per intendere intenda!