REGIONE E DOPPIETTE: I TORDI IMPALLINANO IMPRUDENTE
L’AQUILA – Abruzzo, sospesa la caccia ai tordi oltre il 10 gennaio. Il TAR accoglie il ricorso di LNDC Animal Protection e Stazione Ornitologica Abruzzese. Ennesima sconfitta per la deriva filo venatoria della Regione. La cacciaĀ ai tordi ĆØ sospesa oltre il 10 gennaio.Ā āĆ una decisione di grande rilievo perchĆ© riafferma il principio che la gestione della fauna deve basarsi su criteri scientifici e non su pressioni politiche o interessi di parte”, ha affermato l’avv.Ā Responsabile Diritti Animali LNDCĀ Michele Pezone
Il fatto. Il Tribunale Amministrativo Regionale per lāAbruzzo ha accolto il ricorso presentato da LNDC Animal Protection e Stazione Ornitologica Abruzzese, sospendendo la parte del calendario venatorio regionale 2025/26 che estendeva la caccia a tre specie di tordi fino al 31 gennaio. Un risultato importante per la tutela della fauna e il rispetto delle indicazioni scientifiche ISPRA.
LNDC Animal Protection e Stazione Ornitologica Abruzzese esprimono grande soddisfazione per lāordinanza delĀ TAR Abruzzo, che ha sospeso la parte delĀ calendario venatorio regionale 2025/2026Ā che consentiva la caccia alle specie Tordo bottaccio,Ā Tordo sasselloĀ eĀ Cesena oltre il 10 gennaio e fino al 31 gennaio, in contrasto con le indicazioni fornite daĀ ISPRAĀ e daiĀ Key ConceptsĀ europei.
Il Tribunale ha riconosciuto che la Regione Abruzzo si ĆØ discostata senza una giustificazione scientifica valida dal parere tecnico di ISPRA, secondo cui la seconda decade di gennaio ĆØ il periodo in cui inizia la migrazione prenuziale per queste specie, quando, secondo la normativa comunitaria, si impone di fermare l’attivitĆ venatoria.
In Abruzzo vengono uccise ogni anno decine di migliaia di tordi, per cui una riduzione di venti giorni dall’attivitĆ venatoria equivale a salvarne diverse migliaia. Sopprimere individui adulti che hanno superato l’inverno appena prima della riproduzione determina un impatto enorme sulla demografia delle specie. Le date di apertura e chiusura della caccia sono un elemento assolutamente significativo, tanto che, ad esempio, sulla tortora selvatica ĆØ bastato imporre limiti al prelievo per portare a un primo recupero delle popolazioni che erano in declino.
La discussione di merito sul ricorso ĆØ stata fissata a marzo 2026.
āĆ una decisione di grande rilievo perchĆ© riafferma il principio che la gestione della fauna deve basarsi su criteri scientifici e non su pressioni politiche o interessi di parte. Ancora una volta la Regione Abruzzo ha cercato di forzare la mano, ma la legge e la scienza ci hanno dato ragioneā, affermaĀ Michele Pezone ā Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection,Ā che ha seguito il ricorso per le due associazioni insieme allāavvocato Herbert Simone.
La sentenzaĀ condanna inoltre la Regione Abruzzo e laĀ Federazione Italiana della CacciaĀ al pagamento delle spese processuali pari a 2.000 Euro, riconoscendo la fondatezza delle ragioni delle associazioni.
DichiaranoĀ Augusto De SanctisĀ eĀ Massimo PellegriniĀ della Stazione Ornitologica Abruzzese “La Regione Abruzzo continua a essere assolutamente inadempiente nella raccolta dei dati e nelle attivitĆ di monitoraggio della fauna che si era auto-imposta con la Valutazione Ambientale Strategica del Piano Faunistico Venatorio. Tale incresciosa situazione imporrebbe particolare cautela nelle decisioni che incidono sulla fauna selvatica che ĆØ un patrimonio collettivo. Al contrario la giunta Regionale, come avvenuto per i cervi, invece di prendere atto della propria gestione deficitaria continua a provare scorciatoie anti-scientifiche solo per cercare il plauso da parte dei cacciatori”.
āQuesta vittoria ĆØ un segnale chiaro per tutte le amministrazioni regionali: le regole europee e nazionali sulla tutela della fauna non sono unāopinione e la gestione faunistica deve basarsi su un approccio scientifico. La caccia non può prevalere sul diritto alla conservazione e sul rispetto degli equilibri naturali. Continueremo a vigilare e ad agire in tutte le sedi per fermare ogni abusoā, concludeĀ Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
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