LETTOMANOPPELLO, SPARA ALLA EX MOGLIE PER STRADA E LA UCCIDE
Cleria Mancini, 60 anni, sarta conosciuta e stimata in paese, è stata freddata a colpi di pistola davanti al nipote di 12 anni. L’ex marito, Antonio Mancini, 70enne pluripregiudicato, ha usato un’arma rubata e dopo la fuga è stato catturato a Turrivalignani.
Tragedia nel tardo pomeriggio a Lettomanoppello, dove una donna di 66 anni, Cleria Mancini, è stata uccisa a colpi di pistola dall’ex marito Antonio Mancini, 70 anni, pluripregiudicato. L’omicidio è avvenuto poco prima delle 18 in una via centrale del paese, sotto gli occhi attoniti dei passanti e del nipote dodicenne della vittima, miracolosamente illeso.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la donna stava rientrando a casa insieme al nipote quando l’uomo l’ha raggiunta e, dopo una breve discussione, ha estratto la pistola sparando diversi colpi. Cleria è caduta a terra senza vita, colpita mortalmente. I soccorsi del 118, intervenuti con le ambulanze delle Misericordie di Scafa e Alanno, si sono rivelati inutili: la donna era già morta al loro arrivo.
Dopo il delitto, Mancini si è allontanato a piedi, facendo perdere le proprie tracce e dando il via a una lunga caccia all’uomo. È stato rintracciato poco dopo a Turrivalignani, dove aveva fatto irruzione in un bar. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il 70enne ha esploso altri colpi di pistola contro un’auto parcheggiata all’esterno del locale, fortunatamente senza ferire nessuno.
A quel punto, l’uomo si sarebbe seduto a terra, in apparente stato di confusione, consentendo ai carabinieri di approfittare di un attimo di distrazione per bloccarlo e trarlo in arresto. L’arma utilizzata per il delitto è risultata rubata nel 2011 a un agente della polizia penitenziaria, un elemento che aggiunge nuovi dettagli alla gravità del fatto.
L’omicidio ha scosso profondamente la comunità di Lettomanoppello, dove Cleria Mancini era molto conosciuta e stimata per la sua attività di sarta e per il carattere gentile. I due ex coniugi, separati da diversi anni, secondo i primi riscontri non avevano rapporti da tempo.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Pescara, proseguono per chiarire il movente e ricostruire nel dettaglio i momenti che hanno preceduto la tragedia. Intanto nel piccolo centro della Maiella domina lo sgomento: una comunità attonita piange una donna conosciuta da tutti, strappata alla vita in modo brutale davanti agli occhi del nipote.




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