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SINISTRA ITALIANA CONDANNA IL SEQUESTRO DELLE NAVI PER GAZA: “UN ATTO DI PIRATERIA CONTRO LA SPERANZA”

“Ci sono giorni in cui la storia passa davanti ai nostri occhi e non possiamo fingere di non vederla.” Con queste parole Fabrizio Giustizieri, segretario provinciale di Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) L’Aquila, ha aperto un duro comunicato di condanna nei confronti di quanto avvenuto nelle acque internazionali, dove le imbarcazioni della Freedom Flotilla e della Thousand Madleens to Gaza sono state sequestrate mentre cercavano di raggiungere la Striscia di Gaza con aiuti umanitari.

Secondo Giustizieri, si tratta di un “atto di pirateria” compiuto “contro barche pacifiche e disarmate, cariche non di armi ma di medici, infermieri, attivisti, medicine e speranze”. Una violazione del diritto internazionale e “un’offesa ai principi fondamentali dell’umanità”.

Nel comunicato, il segretario di SI-AVS ricorda anche la presenza di nove italiani a bordo delle navi bloccate: medici, giornalisti, educatori, attivisti e registi che, sottolinea Giustizieri, “hanno messo la propria vita accanto a quella del popolo palestinese, senza chiedere nulla in cambio”. Tra loro figurano, tra gli altri, Riccardo Corradini, medico; Stefano Argenio, infermiere; Lorenzo Mollicone, giornalista; e Laura Cardile, regista e documentarista.

Giustizieri denuncia “il silenzio della stragrande maggioranza della comunità internazionale” e critica duramente la posizione del governo italiano, invitando il ministro degli Esteri a non “relativizzare il valore del diritto”. “Il punto in cui il diritto non vale più — si legge — è il punto in cui si comincia a dare al male ogni possibilità di azione.”

La federazione provinciale di Sinistra Italiana – AVS L’Aquila chiede dunque “un intervento immediato del Governo per la liberazione e il rimpatrio degli attivisti trattenuti illegalmente”, oltre all’apertura di “un corridoio umanitario permanente verso Gaza”, dove “ogni giorno decine di persone muoiono sotto le bombe e per la fame”.

L’appello di Giustizieri si conclude con un invito alla cittadinanza a unirsi “con forza e serenità” alle iniziative pacifiche di solidarietà e denuncia. “La pace non si invoca — scrive — la pace si costruisce, si difende, si tiene accesa come una luce fragile in mezzo alla tempesta.”

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