Cultura

PESCARA. DA PANCHINA DA PIC-NIC A ZATTERA: IL PASSO E’ BREVE

di Giacarlo Odoardi

PESCARA – C’è qualcosa di insolito nella scena che si presenta oggi sulla spiaggia subito a sud di Fosso Vallelunga. Un massiccio tavolo da pic-nic in legno, quello che dovrebbe trovarsi all’ombra dei pini nella retrostante pinetina, se ne sta invece piantato sulla sabbia, tra i ranghi degli ombrelloni ormai smontati per la stagione. Una presenza anomala che racconta una piccola storia di incuria e responsabilitĆ  sospese.

Da quel che mi dice Averino, che abita lƬ di fronte e che mi segnala il fatto, il tavolo fa parte di un recente intervento di qualificazione del tratto di marciapiede antistante la pineta che appartiene alla Riserva Naturale Statale Santa Filomena. Quello che qui prende il nome di Pineta Vallelunga ha visto, presumibilmente per opera del Comune di Pescara, l’installazione di arredi urbani pensati per valorizzare l’area: tavoli da pic-nic e attrezzature ginniche per rendere più fruibile quest’area verde a ridosso del mare. Un investimento pubblico che, almeno sulla carta, dovrebbe favorire l’uso consapevole degli spazi comuni e incentivare la vita all’aria aperta in un contesto naturale protetto. Il traghettamento estivo – Ma giĆ  nel corso dell’estate qualcuno ha ritenuto opportuno ā€œtraghettareā€ questa comoda dotazione in mezzo alla spiaggia. Non si tratta di un atto vandalico eclatante, piuttosto di quella insolita forma di appropriazione impropria del bene pubblico che caratterizza troppo spesso la nostra relazione con gli spazi comuni. Il tavolo ĆØ stato spostato, probabilmente per comoditĆ  di qualche gruppo di bagnanti, e lƬ ĆØ rimasto. Tra gli ombrelloni ha fatto la sua stagione, forse ospitando pranzi al sacco e partite a carte. Ora che la stagione balneare ĆØ finita e gli ombrelloni sono stati rimossi, il tavolo fa mostra di sĆ© nella spiaggia deserta, esposto agli elementi naturali come un monumento involontario all’incuria collettiva. Il rischio della mareggiata – La posizione attuale non ĆØ solo inappropriata, ĆØ anche rischiosa. Con l’arrivo dell’autunno e delle prime forti mareggiate, quel tavolo robusto e galleggiante potrebbe davvero prendere il largo. Da panchina da pic-nic a zattera, il passo ĆØ breve. E oltre al danno economico della perdita dell’arredo, c’è il rischio che diventi un pericoloso detrito alla deriva. Il nodo delle competenze – La questione solleva un interrogativo amministrativo non remoto: a chi compete il ripristino? Il Comune di Pescara che presumibilmente ha finanziato e installato l’arredo? I Carabinieri Forestali che gestiscono la Riserva di cui la pinetina Vallelunga fa parte? Oppure il gestore dello stabilimento balneare nel cui raggio d’azione il tavolo si trova attualmente? Questa zona grigia di responsabilitĆ  ĆØ esattamente ciò che permette a situazioni del genere di protrarsi. Ognuno può legittimamente pensare che la competenza sia di qualcun altro, e nel frattempo il tavolo resta lƬ, in attesa della prossima mareggiata. Un appello al buon senso – Questa non vuole essere una denuncia polemica, ma un appello pragmatico al buon senso e alla collaborazione tra istituzioni. Che si tratti del Comune, dei Carabinieri Forestali, o di una sinergia tra i due enti, qualcuno deve assumersi la responsabilitĆ  di riportare quel tavolo dove dovrebbe stare: all’ombra dei pini, a disposizione di chi vuole godersi un pic-nic in pineta e non sulla battigia. PerchĆ© se ĆØ vero che spostare un tavolo può sembrare un’inezia burocratica, ĆØ altrettanto vero che il modo in cui spesso ci prendiamo cura dei piccoli dettagli dello spazio pubblico dice molto di come pensiamo la comunitĆ , il bene comune e la responsabilitĆ  condivisa. Ma non ĆØ detto che qualcuno sorprenda tutti e giochi d’anticipo liberando la cittĆ  da questo dilemma autunnale.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *