LE MALENOMENE (I SOPRANNOMI)
Le malenomene
( I soprannomi)
di Ennio Bellucci
…..stracciacappe, l’accerriglie,
trippa naire, calandrelle,
schioppette, la buccarde,
cefrechille, paparaune, pezenette,
stagnine, la feve,
rammejjoine, la pesciazze,
saucchille, spacchitte,
ciarachelle, lu rille, bagdad,
la sarache, lu bececlettare,
dallas, bonome, ‘ntruvelateure,
lu pannazzare, fecelette,Ā
cippe ‘ncheule, fringuelle,
scachizze, cunille, lāammerieuse
tuppaune, fa la neve…..
i n’atra fraiche ancaure!
Ma che so’ chisse?
Miche stemme alla scole …
che ste ffa’ ..l’appelle?
No me stionche sole a recurda’Ā
quacche malenomene….
I me ve da pensa’ cheĀ
proime, ‘na vote, quande te
appiuppiveve ” nu soprannome”
ere come na fotografie. Nu retratte,
de na persaune.Ā
Ci steve tutte, o quasce tutte.
Lu carattere, lu mode de fa, de pensa’,
i n’atra freche de cause…
I ce s’azzecche’ quasce sempre.
Cause negative, ma pure chele bone.
Eve i ĆØĀ ‘na “paggelle”…
proprie come alla scole.
I caile, se sa, te rimane peāsempre!
‘Na cherte d’identitĆ , i ‘na freche de voteĀ
ne serve’ manche ricere lu nome,
quoile paddavaire.
Insomme come
te chiamoive i chiome.
Iojje da quatrale cunesce’Ā
n’ome importante…
Eve onorevole, deputate.
Ci steve eune che pe respiotte, ma
anche pe etre mutoiveĀ
‘nsteve che sta letanojje:
Onore’…onore’…onore’….
L’onorevole ‘na vote i recio’ :
“I ce reciufele che stu Onore’….
feniscela…sennò me le recheccene!”

La libertĆ ĆØ la possibilitĆ di dubitare,
ĆØ la possibilitĆ di sbagliare, ĆØ la possibilitĆ di cercare, di esperimentare,
di dire di no ad una qualsiasi autoritĆ , artistica, filosofica, religiosa, sociale e anche politica.
Ignazio Silone
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
” Le malenomene” di Ennio Bellucci fra le poesie pubblicate finora ĆØ quella che consente un’immediata e completa immersione nel ” mood” popolare di qualche decennio fa.
Il lungo elenco( ma assai parziale!) di soprannomi , all’inizio del componimento, e poi la precisa spiegazione delle ragioni per le quali in paese ognuno aveva ( e doveva avere!) il suo ” codice identificativo”, riportano alla memoria la vita dei decenni passati , quando lo spirito di solidarietĆ e comunanza faceva sƬ che a nessuno fosse negato il privilegio del nomignolo personale.
In una comunitĆ di circa diecimila anime dove tutti conoscevano tutti l’identificazione per mezzo “de lu malenome” era semplice ed immediata perchĆ© permetteva di evitare le precisazioni necessarie nei casi, assai frequenti, di omonimia.
E anche l’ultimo quadro dell’Onorevole che si lamentava del possibile malenome che gli sarebbe stato affibbiato ( ma che forse desiderava ardentemente !) ĆØ un’ulteriore descrizione del modo di vivere di un’epoca ormai passata.
Verso questo mondo ormai scomparso Ennio Bellucci non riesce a nascondere la sua nostalgica commozione ed il suo affetto e ce li rappresenta coinvolgendoci tutti.
GIANVINCENZO DāANDREA
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, della sapienza mista alla fantasia di Ennio Bellucci, che ci regala un’ennesima poesia in dialetto pratolano, a me del tutto sconosciuto fino a oggi. Veramente una lingua più che un linguaggio popolare, del tutto diverso rispetto al dialetto del mio paese che ĆØ molto più comprensibile e, quindi, più facile da scrivere e da leggere. Ho sempre pensato che i soprannomi, siano nati nella notte dei tempi: tanto geniali nel caratterizzare le persone, tanto utili per la loro individuazione. “Rocc cascion”, ad esempio, a Manoppello individua un mio amico che ha paura delle casse da morto, oppure “Ciustrunell”, “Pusctell”, “Muscon”, se li indicavi con nome e cognome, nessuno capiva, diverso se li chiamavi con il soprannome. Certo, leggendo le poesie di Ennio, faccio un po’ fatica, devo rileggere più volte, ma alla fine riesco a comprendere il significato del testo. Chi non conosce l’autore, immagina che per la composizione delle poesie, impieghi giorni e giorni. Io che ho la fortuna e il privilegio di essere un suo amico, so che le poesie sono gia’ scritte dentro la mente e il cuore del Poeta, che deve solo tirarle fuori. Come Michelangelo, che tirava fuori le statue dal blocco di marmo. * giĆ presidente del consiglio comunale di Manoppello.
GAETANO VILLANI
Bella, anche se con un po’ di difficoltĆ e con qualche dubbio sono riuscito ad “interpretare” ed a gustare questa tua magnifica poesia .
Grazie comunque per aver “riesumato” come illustrazione un mio vecchio lavoro
MARIO MAIORANO



Il soprannome o ā u malnomā ĆØ ancora oggi il segno distintivo soprattutto nelle piccole realtĆ . Il soprannome ĆØ il segno distintivo, identifica la famiglia di appartenenza e i segni particolari di ognuno. Non ĆØ offensivo ma anzi riporta alla mente il passato e Lā appartenenza . Grazie Ennio
Le malenomene di Ennio Bellucci
Una poesia che danza
Da musicista, quando mi avvicino a un testo, cerco il suono. Non solo il significato, ma il ritmo, la vibrazione, la musicalitĆ che vive tra le parole. Per me, un testo deve suonare. Deve avere corpo, deve muoversi. E “Le malenomene” di Ennio Bellucci ĆØ proprio questo: una poesia che danza.
I soprannomi – stracciacappe, trippa naire, cefrechille, paparaune, spacchitte, fringuelle – sono strumenti di una banda immaginaria.
Le consonanti schioccano, le vocali si allargano, il dialetto abruzzese si fa tamburo e fisarmonica. Ć una taranta verbale, una festa di suoni che mette allegria. Ogni soprannome ĆØ un ritratto sonoro, una āfotografieā che racconta chi sei, come ti muovi, come pensi.
Bellucci ci mostra che il soprannome ĆØ identitĆ , memoria, storia. Ć come dice lui: āāna paggelleā, una documento dāidentitĆ che più di qualsiasi altro ci rende riconoscibili.
E poi quel finale teatrale āOnoreāā¦onoreāā¦onoreāā¦ā, ĆØ un ritornello, un inciso appunto, un motivo che si ripete e incalza, che strappa in modo naturale un sorriso complice.
Complimenti Ennio āLe malenomeneā ĆØ una poesia che vibra⦠vive⦠danza.
…..brillante, frizzante, spumeggiante …con il botto finale.Una poesia( sul filo dei ricordi) che mette allegria e riporta ai tempi belli della nostra giovinezza ….sempre più ‘ bravo
Complimenti….
la copertina con le caricature di un piu’ che mai ispirato Mario Maiorano …con ” figure rappresentative'” e personaggi del recente passato e del presente,copletano
il quadro….un vero capolavoro!
A dato origine ai ns cognomi nella storia ma ĆØ valore da non perdere si identifica con il ns passato locale complimenti
Onori e meriti
al Grande Ennio
per il capolavoro di Poesia che ci ha regalato.
Queste parole dialettali,suonano musica e non solo per le mie orecchie.
ENNIO,
Pratolano verace,
Peligno D.O.C.
ABRUZZESE D.O.C.G.
C H A P E A U .