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SULMONA, BANDIERA PALESTINESE: IL SINDACO DIFENDE IL VICE E PARLA DI “LENZUOLO COLORATO”

Mentre in tanti Comuni italiani i sindaci hanno scelto di dare un segnale di vicinanza al popolo palestinese, a Sulmona la vicenda della bandiera palestinese diventa motivo di divisioni e polemiche.

Il sindaco Luca Tirabassi, ancora convalescente, è intervenuto sulla sua pagina social, per difendere il vice Mauro Tirabassi, bersaglio delle critiche dopo aver respinto la richiesta degli studenti di esporre il vessillo palestinese accanto alle bandiere italiana ed europea su Palazzo San Francesco. Non un atto di rottura, ma un gesto simbolico che i ragazzi avevano chiesto per denunciare le sofferenze della popolazione civile di Gaza, soprattutto dei bambini.

La bandiera della Palestina appesa sulla grata di una finestra

Il sindaco ha parlato di “critiche pretestuose, strumentali e offensive” e ha bollato la bandiera come un “lenzuolo colorato”, giustificando la scelta con l’argomento che la Palestina non è uno Stato riconosciuto ufficialmente. Parole che pesano come macigni e che suonano offensive per chi, con sensibilità, voleva semplicemente un gesto di umanità.

Agli studenti – che hanno definito il comportamento dell’amministrazione “insensibile e arrogante” – non è servita la replica istituzionale: «Non era uno straccio, ma una bandiera vera e propria, come dimostrano le foto. Se questa è la sensibilità con cui il sindaco vuole mostrare vicinanza al dramma palestinese – hanno detto – forse è meglio che si prenda ancora qualche giorno di ferie».

In sintesi: mentre i bombardamenti continuano a mietere vittime, a Sulmona si discute se una bandiera sia o meno un “lenzuolo colorato”. La città, che ha dato i natali a Ovidio e che si vanta di grandi tradizioni culturali, rischia di restare schiacciata su posizioni burocratiche e piccole polemiche da corridoio, invece di esprimere un segnale chiaro di umanità e solidarietà.

4 commenti riguardo “SULMONA, BANDIERA PALESTINESE: IL SINDACO DIFENDE IL VICE E PARLA DI “LENZUOLO COLORATO”

  • Io non capisco, prima li votano e poi si lamentano di tutto.
    Molto strano e Mario Pizzola ha ragione quando descrive i cittadini di Sulmona inerti e adagiati.

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  • questi dell’amministrazione mica saranno fascisti?

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    Risposta
  • Ricordatevi il “fidati di me”.
    Tutti dalla sarta per imparare a cucire.

    Risposta
  • Al di là dell’umorismo la cosa è grave e ai limiti dell’accettabile. C’è da fare una riflessione non semplice o banale sul profilo, sul buonismo, sul livello culturale . Dietro una sbandierata sensibilità si percepisce riottosità e permalosità che fa distinguere tra cittadini: quelli buoni e quelli no. Il movimento degli studenti serio, impegnato e partecipe è stato messo tra i secondi.

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