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COMUNE L’AQUILA. ALESSANDRO TOMASSONI: VIABILITA’ NEL CAOS TOTALE

L’AQUILA – Fontana luminosa – viale Duca degli Abruzzi – viale Don bosco, un caso emblematico.
Non basta promettere una città più moderna e sicura per rassicurare i cittadini: la realtà quotidiana racconta ben altro. Le nostre strade appaiono come un dedalo di lavori senza fine, caratterizzati da manutenzioni frammentarie, senza criteri di priorità, chiusure improvvise e cantieri aperti dall’oggi al domani, senza programmazione né informazione preventiva. Il
risultato è sotto gli occhi di tutti: disagi enormi per residenti, lavoratori, studenti e attività commerciali.
È quanto dichiara il consigliere comunale Alessandro Tomassoni (Gruppo Misto), denunciando la crescente incapacità
dell’amministrazione nel gestire i nodi cruciali della viabilità.
File chilometriche dal Cimitero alla rotatoria del Torrione sono ormai la normalità, soprattutto dopo la perdita di Via
Parrozzani come fondamentale via di sfogo verso i quartieri Torrione, Colle Capo Croce, Colle Sapone, Pettino. Oggi
andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola, vivere il centro storico o semplicemente rientrare a casa è diventato un
percorso a ostacoli che alimenta un malcontento diffuso.
Il caso più emblematico riguarda Viale Duca degli Abruzzi, già congestionato da un semaforo a senso unico alternato e, da
ieri fino all’anno nuovo, ulteriormente penalizzato dalla chiusura totale di Viale Don Bosco. I residenti di San Domenico e
delle zone limitrofe sono di fatto ostaggi del traffico, con la Municipale costretta a intervenire per gestire ingorghi e persino
per liberare i mezzi bloccati nelle cosiddette ‘vie alternative’.
Nessuno mette in discussione – precisa Tomassoni – l’importanza dei lavori ai sottoservizi realizzati dalla Gran Sasso
Acqua, ma il Comune avrebbe dovuto cautelarsi prevedendo alternative viarie concrete. Invece si è arrivati alla paralisi di
un’intera zona: Via Pretatti, unica strada di sfogo, è del tutto insufficiente e la situazione è aggravata dalla chiusura di via
Sallustio bassa (zona Fontesecco) e di altre ‘vie di fuga’ ancora bloccate dal cantiere del Belvedere. Perfino per raggiungere
l’oratorio Don Bosco si è costretti a percorsi tortuosi e congestionati come Via Merletti o Via Ospizio o Via Emidio
Lopardi, strade che fino a ieri erano interdette al transito ordinario proprio perché inadeguate a sopportare volumi di
traffico simili, non a caso con divieto di transito “eccetto autorizzati in zona rossa.
Perché ancor più gravoso sarebbe di fatto, tornare indietro e incolonnarsi alla Fontana Luminosa per Viale Gran Sasso, già
intasati da lunghe file in per gran parte della giornata provenienti già da porta Castello, spesso da Via Signorini Corsi /Via
Zara, e tutti giù fino alla rotatoria del Torrione, con tempi di percorrenza lunghi ed esasperanti.
Da qui l’assurdità di scelte viarie pregresse: resta inspiegabile la scelta, consolidata da due anni, di mantenere Viale Ovidio a
senso unico in salita dalla Piscina comunale, anziché ripristinarlo a doppio senso o trasformarlo in senso unico in discesa.
Sarebbe la soluzione più logica, anche solo temporanea, per decongestionare Via Castello e Viale Gran Sasso e offrire
un’alternativa concreta alle chiusure su Viale Duca degli Abruzzi.
Quanto al Ponte Belvedere, definita “un’opera definita strategica per ricongiungere le zone sud e nord del centro storico”la
riconsegna accumula ritardi su ritardi e, torno a dire, senza precisi studi preliminari e simulazioni d’impatto sui flussi di
traffico, rischiamo che anche questa riapertura, se e quando sarà, si trasformi in un’occasione mancata. Tutti queste
criticità, evidentemente, promanano dalla mancanza di un Piano strategico del traffico e, con esso, di un Piano di
emergenza, specie di ingresso e uscita dei mezzi di soccorso dal centro storico, più volte richiesti ma mai attuati.

Alessandro Tomassoni
Consiglio Comunale Città dell’Aquila
Gruppo Consiliare Misto

Una città, dunque, ostaggio di decisioni affrettate e spesso confuse, per cui è doveroso pretendere chiarezza, criteri
decisionali trasparenti e un’assunzione di responsabilità da parte della Giunta. Serve un cambio di passo, anche attraverso
l’ammissione di errori, nell’unico interesse che conta: quello dei cittadini e della loro qualità di vita – conclude il consigliere
del Gruppo Misto.

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