CONTROLLO ANALOGO RIUNITO, MA IL FUTURO DI COGESA RESTA APPESO
Dopo mesi di tira e molla e fumate nere, il controllo analogo di Cogesa si è finalmente riunito ieri sera, dando il via libera all’autorizzazione per portare il bilancio in assemblea. Durante la seduta, il sindaco di Sulmona è stato confermato alla presidenza, mentre la vicepresidenza è andata a Michele Di Gesualdo, sindaco di Campo di Giove, eletto dopo uno scontro tra centrodestra e centrosinistra. Trentadue voti favorevoli, sei contrari e due astenuti hanno sancito l’autorizzazione alla votazione del consuntivo 2024, con il Comune di Pratola Peligna contrario e Sulmona astenuta. “Entreremo nel merito nel corso dell’assemblea dei soci. Noi ci siamo insediati da poco e non potevamo che astenerci sul punto. Invece, alla luce delle determinazioni della Corte dei Conti, abbiamo dato una struttura al controllo analogo. Una questione, questa sì, di particolare rilevanza”, ha commentato il vice sindaco di Sulmona, Mauro Tirabassi.
La riunione ha visto una partecipazione insolita dei soci, 47 su 62, a dimostrazione dell’interesse crescente per le sorti della partecipata dopo nove mesi di vacatio. Il controllo analogo, ora finalmente operativo grazie alle nuove regole che hanno richiesto più di due anni per essere recepite, fino a ieri era stato accusato dalla Corte dei Conti di essere un doppione dell’assemblea, incapace di raggiungere il numero legale e di decidere.
Tuttavia, l’aria che si respira a Cogesa è tutt’altro che serena. La decisione di Sulmona di ricorrere a una gara ad evidenza pubblica per il servizio di gestione rifiuti, anziché confermare la gestione in house della partecipata, ha creato scompiglio e disorientamento tra soci e amministratori. La resa dei conti, quindi, è solo rimandata e si farà intorno al 10 ottobre, quando sarà rientrato il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi e si terrà l’assemblea dei soci chiamata a deliberare sul bilancio.
Le sorti di Cogesa restano incerte: il socio di maggioranza, Sulmona, rappresenta oltre un quarto del fatturato della società, e perdere la commessa principale potrebbe mettere in discussione la sostenibilità del piano di risanamento approvato sotto la supervisione del tribunale, già giudicato fragile dall’amministratore unico Nicola Sposetti. L’azienda, inoltre, deve fare i conti con i primi decreti ingiuntivi da parte dei dipendenti che hanno vinto le vertenze sindacali per mansioni superiori, quattro su 54 cause già equivalenti a circa 300mila euro.
La prossima assemblea sarà quindi cruciale: sarà il momento di calare le carte e decidere il futuro di quella che, un tempo, era considerata un gioiello industriale della Valle Peligna e che oggi rischia di essere risucchiata dalle tensioni politiche e dalle difficoltà economiche.



Adesso si stanno preoccupando !!!!
Se il controllo fosse stato fatto e dei sindaci semianalfabeti ed ebeti avessero ascoltato, non ci sarebbero i problemi ora.
Quello che sta’ succedendo è l’unica soluzione e mi auguro che la discarica illegale e ormai piena venga chiusa e il Cogesa riparta in mani private ammodernato e funzionante ( senza inceneritore ).
Il sindaco di Prezza sta’ già organizzando la prossima cava/discarica con l’aiuto del coniuge.