GRAVE INCIDENTE SUL LAVORO ALLA UFORM: LA UILM TERAMO INSORGE
TERAMO – A seguito del grave incidente avvenuto il 24 settembre nellāazienda UFORM
nella āValle del Tuboā di Villa Zaccheo, dove un giovane lavoratore ha
rischiato di essere trascinato da un nastro trasportatore, la UILM di Teramo non può
tacere.
Non si ĆØ trattato di una fatalitĆ , ma della conseguenza di scelte aziendali e di
mancate
segnalazioni che hanno esposto i lavoratori a un rischio enorme.
Se si dovesse ravvisare che
il nastro trasportatore sia stato modificato con uno più corto e non adatto allo
svolgimento dellāattivitĆ lavorativa, ciò dimostrerebbe ancora una volta come
la logica del profitto possa prevalere sulla tutela della vita. Ć grave che una
situazione
del genere non sia stata segnalata preventivamente e con chiarezza: chi
rappresenta i lavoratori deve avere il coraggio di denunciare le
inadeguatezze, senza timori, e di rivolgersi alle autoritĆ competenti quando
non dovessero arrivare risposte adeguate o tali da compromettere la salute e
la sicurezza delle persone.
A rendere il quadro ancora più intollerabile è la condizione contrattuale delle
persone
coinvolte: il ragazzo rimasto ferito era assunto in somministrazione, e lo
stesso
collega che ha avuto la prontezza di salvarlo ĆØ anchāegli precario.
Si gioca sulla pelle dei più deboli, di chi entra in azienda senza una vera
garanzia di
continuitĆ e spesso senza un addestramento reale, con la speranza di
rimanere a
lavorare con stabilitĆ e con il timore di dichiarare le cose che non vanno.
Siamo stanchi di questa superficialitĆ : la formazione sulla
sicurezza non
può ridursi a una manciata di slide da guardare in fretta. Prima di mettere
piede in
reparto, ogni lavoratore deve ricevere un addestramento concreto, pratico,
che lo
metta davvero in condizione di difendersi dai rischi.
La UILM di Teramo chiede che lāazienda apra subito un confronto serio:
vogliamo essere convocati e ascoltati, perchƩ sulla salute e sulla sicurezza non ci
possono essere sconti. Pretendiamo che si accerti ogni responsabilitĆ e che simili
episodi non
si ripetano più.
Giocare con la vita delle persone non è più tollerabile. Chi lavora non merita
di affrontare precarietĆ occupazionale, salariale e contestualmente il rischio di
rimanere coinvolto in un infortunio grave o peggio mortale, il lavoro sano ĆØ
fatto di tutele vere e condizioni dignitose.
*Coordinatore territoriale UILM Teramo




