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GRAVINA AL PREMIO PRISCO: “RITROVATO ENTUSIASMO PER LA NAZIONALE E IMPEGNO PER IL FUTURO DEL CALCIO ITALIANO”

Tra orgoglio, progetti e responsabilità, Gabriele Gravina traccia un bilancio della situazione attuale del calcio italiano e delle sfide che attendono la Federazione. Il presidente della Figc ha partecipato oggi alla cerimonia di consegna del premio Prisco al Teatro Marrucino di Chieti, offrendo un quadro a tutto tondo delle priorità del calcio italiano.

“C’è stata la consapevolezza di un momento di grande difficoltà nel calcio praticato dalla nostra Nazionale e c’è stato un sussulto d’orgoglio da parte di tutto l’ambiente – ha spiegato Gravina –. Questa spinta nuova, questo aver ritrovato un mondo un po’ più sereno nell’ambiente della nostra Nazionale ha aiutato. I risultati poi fanno il resto”. Il riferimento è all’arrivo del nuovo ct, Gennaro Gattuso, che ha riportato fiducia e compattezza tra i giocatori e l’intero staff tecnico.

Non solo campo, però. Gravina ha sottolineato anche l’urgenza di interventi concreti sulle infrastrutture sportive. “Noi stiamo cercando di portare avanti un futuro di supporto a tutte le amministrazioni perché il livello delle nostre infrastrutture è assolutamente inaccettabile. Impegnarci per supportare il percorso di una nuova progettualità è fondamentale: pensare di non dover includere Milano, città votata ormai verso l’Europa, sembrerebbe davvero una sconfitta per tutto il nostro Paese e per la città stessa. Sono convinto che il senso di responsabilità della parte politica, d’accordo con le due società, porterà alla migliore soluzione”.

Infine, il presidente della Figc si è soffermato sulle questioni internazionali e sull’impatto che la politica può avere sul mondo dello sport. Rispondendo a una domanda sulla situazione a Gaza, Gravina ha chiarito: “Sarebbe un errore madornale pensare di non disputare la partita con Israele, perdendo e non andando ai Mondiali, e favorendo addirittura Israele, che potrebbe teoricamente essere agevolata nel percorso di qualificazione. C’è una responsabilità politica che non spetta al mondo dello sport: lo sport sta facendo qualcosa, il calcio sta facendo qualcosa, ci siamo adoperati, abbiamo attivato un progetto all’interno della fondazione Uefa per i bambini”.

Gravina ha concluso con un appello umano e civile: “Da parte mia c’è grande denuncia di una situazione di grande sofferenza nel vedere i fotogrammi ai quali purtroppo siamo sottoposti quotidianamente. La mia è una indignazione assoluta come uomo rispetto a tutto quello che stiamo vedendo: amarezza, grande sofferenza e dolore nel vedere quelle immagini”.

Con queste parole, il presidente della Figc ha delineato un impegno che va oltre il campo: tra entusiasmo ritrovato, infrastrutture da migliorare e responsabilità sociale, il calcio italiano prova a guardare avanti con consapevolezza e determinazione.

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