BANCAROTTA FRAUDOLENTA DA UN MILIONE DI EURO: INDAGATA UNA DONNA DI CASTELVECCHIO SUBEQUO
C’è anche il nome di una cinquantenne originaria di Castelvecchio Subequo nel registro degli indagati dell’inchiesta che ruota attorno a una bancarotta fraudolenta da un milione di euro. La donna è accusata di favoreggiamento per aver aiutato un imprenditore del suo stesso paese e l’amministratore di una società di abbigliamento di Torre Annunziata ad eludere le indagini.
Secondo l’accusa, i tre avrebbero agito in concorso tra loro predisponendo e trasmettendo all’INPS documentazione falsa relativa a rapporti di lavoro mai realmente svolti. Tra gli atti figurano certificazioni UNILAV e domande di NASpI con periodi lavorativi inesistenti, che avrebbero consentito di percepire indebitamente circa 53 mila euro.
Convocata dalla Procura della Repubblica di Pescara, la donna ha chiarito la propria posizione davanti ai magistrati, dichiarandosi estranea ai fatti contestati e ribadendo di non aver messo in atto alcun raggiro né artificio. Difesa dall’avvocata Alessandra Baldassarre, l’indagata ha ottenuto un primo risultato: il giudice per le indagini preliminari ha disposto il dissequestro, seppur momentaneo, delle somme presenti sul suo conto corrente.
L’inchiesta prosegue per accertare le eventuali responsabilità e ricostruire nel dettaglio i passaggi della presunta truffa all’istituto previdenziale.


