Politica Avezzano

ROSALIA TANGREDI (SI-AVS): “AVEZZANO SICURA, MA COME?”

AVEZZANO – Ci troviamo oggi di fronte all’ennesima illusione di facili soluzioni, il progetto ā€œAvezzano Sicuraā€, che ci viene presentato come panacea di ogni male urbano dal consigliere Simonelli il quale ritiene, ingenuamente, che basti aumentare le ore di straordinario dei vigili urbani per poter aumentare il livello di “sicurezza” (reale o percepita?) cittadino. Chi conosce davvero le cittĆ  – la loro carne viva, le strade, i muri, i volti – sa che la sicurezza non si compra a ore, non si misura a turni straordinari, nĆ© si affida a guardiania privata che, per definizione, non possiede l’autoritĆ  nĆ© la legittimitĆ  dei pubblici ufficiali.

La sicurezza non ĆØ una bandierina da agitare in Consiglio comunale per raccogliere applausi, ĆØ piuttosto un intreccio fragile e quotidiano che si tesse con l’educazione, la prevenzione e la giustizia sociale. Jane Jacobs, con la sua teoria degli ā€œocchi sulla stradaā€, ci ricorda che la sicurezza nasce dalla vitalitĆ  degli spazi pubblici, dal loro essere attraversati, amati, vissuti, non dal loro essere recintati e sorvegliati. Henri Lefebvre ci ha insegnato che lo spazio urbano ĆØ un diritto collettivo e che il degrado e la marginalitĆ  si combattono dando senso e dignitĆ  agli spazi, non moltiplicando telecamere o ronde.

Se crediamo che basti alzare la voce della sorveglianza per spegnere la paura, siamo fuori strada. La paura ĆØ un sintomo: ĆØ il sintomo della solitudine, dell’abbandono, dell’assenza di prospettive. Un ragazzo o una ragazza che trovano un campo da calcio illuminato, una biblioteca aperta la sera, un laboratorio dove creare, non avranno bisogno di essere ā€œsorvegliatiā€. Una comunitĆ  che riconosce le fragilitĆ  dei suoi membri e le accompagna non dovrĆ  moltiplicare controlli e straordinari.

Magari aumentare le forze dell’ordine presenti in cittĆ  potrebbe aiutare in alcune situazioni, e di certo non ci opponiamo alla cosa, ma non ci sembra che sia questo il nucleo della questione.

Ci piacerebbe inoltre interrogare il consigliere Simonelli circa i costi del suo progetto ā€œAvezzano Sicuraā€, soprattutto specificando quali saranno le risorse sottratte ad altri servizi – alle scuole, al welfare, alla cultura – per alimentare questa illusione di sicurezza repressiva.

Noi crediamo che la vera sicurezza urbana non si costruisca con i mezzi straordinari, ma con gli strumenti ordinari di una comunità giusta: scuola, lavoro, socialità, rispetto dei beni comuni. È da lì che dobbiamo ripartire, se davvero vogliamo restituire fiducia e serenità ad Avezzano. Poi, per carità, va bene qualche vigile in più per strada, le telecamere non ci fanno paura (sperando di non ritrovarci in una realtà distopica) ma non prendiamoci in giro: con buona pace del giovane Simonelli, non è da lì che si parte e non è lì che si finisce.

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