LA GARA, IL COGESA E IL METODO GEROSOLIMO
di Claudio Lattanzio
Sulmona sta vivendo uno dei passaggi più delicati della sua storia recente: il destino del Cogesa, dei suoi lavoratori e del servizio rifiuti. Una scelta che dovrebbe essere frutto di confronto politico, trasparenza e leadership. E invece è diventata il palcoscenico di un copione già scritto, dove la regia è saldamente nelle mani dei civici di Gerosolimo.
Il consigliere Vincenzo Di Cesare (FdI) ha osato fermarsi, chiedendo chiarimenti prima di firmare il documento pro-gara. Non ha rotto con la maggioranza, non si è sfilato. Ha semplicemente chiesto trasparenza: garanzie precise sul destino dei dipendenti. Per questo è stato bollato come “ondivago” e isolato da un comunicato durissimo.
Ma la vera questione non è Di Cesare. È il silenzio.
Il sindaco, in convalescenza, non può guidare il confronto. Il vicesindaco Mauro Tirabassi e il capogruppo di FdI Ernesto Zuffada, che nella penultima riunione (all’ultima non hanno partecipato), avevano detto no alla gara, chiedendo relazioni e approfondimenti, oggi sono spariti. Nessuna presa di posizione, nessuna parola pubblica.
A parlare, a decidere e a dettare la linea ci hanno pensato i civici di Gerosolimo, che ancora una volta hanno imposto la loro strategia all’intera coalizione. È il “metodo Gerosolimo”: costruire il consenso fuori dai tavoli ufficiali, cucire accordi nelle retrovie e costringere la maggioranza a ratificare decisioni prese altrove. Una gestione cinica del potere, che umilia i partiti, svuota i consiglieri e trasforma la politica in pura esecuzione.
L’ultimo comunicato della maggioranza è la prova plastica di questa impostazione: a differenza del primo, non ci sono le firme dei singoli consiglieri ma solo le sigle dei gruppi. Un modo elegante per occultare divisioni interne e far credere a una compattezza che non esiste. È l’opposto della trasparenza, proprio nel momento in cui servirebbe la massima chiarezza verso la città.
Così, mentre i civici di Gerosolimo consolidano la loro presa sulla maggioranza, la città resta senza guida politica. Il sindaco non c’è, il vicesindaco tace, il capogruppo di FdI è assente. E la decisione più importante – affidare a una gara europea la gestione dei rifiuti – rischia di segnare non solo la spaccatura della coalizione, ma anche la fine del Cogesa come lo abbiamo conosciuto.
In questa partita non si gioca soltanto un appalto. Si decide se la politica a Sulmona debba continuare a essere un affare gestito nelle retrovie o se possa finalmente tornare a essere scelta condivisa e trasparente. Tocca ai cittadini pretendere risposte, partecipazione, responsabilità.
E tocca anche ai lavoratori del Cogesa, che hanno già dichiarato lo stato di agitazione con tanto di convocazione da parte del prefetto. Sono loro, oggi, il simbolo più concreto di ciò che rischia di andare perso: posti di lavoro, dignità professionale, qualità dei servizi. Temono che l’ingresso dei privati possa tradursi in tagli e precarietà, a scapito di chi ogni giorno tiene in piedi il sistema della raccolta rifiuti.
Senza il controllo e la voce della comunità, il futuro del Cogesa – e con esso quello dei suoi dipendenti – rischia di essere scritto altrove, da pochi, nel silenzio generale.




E non sono neanche stati votati !!!!
Assurda situazione in una maggioranza ricattata e assente.
Che intervenga l’opposizione.
Questo articolo gli apre la strada.
Sintesi di livello, complimenti, raro da leggggggere a Sulmona.
La Città resta spenta e immobile. Meglio la fila per gli abbonamenti al Teatro come dire ai sulmonesi va bene “panem et circense” l’impegno e la partecipazione troppo faticosi.
Salvatore diceva dell’opposizione, perchè esiste ?
Finchè la gente comune non si ribella a questo stato dell’arte della politica, si andrà avanti sempre così. Ribelliamoci a questo modo di fare politica (che non è solo di oggi) perchè altrimenti la comunità di Sulmona non varrà niente rispetto ad un personaggio che pensa di fare (da solo) il bello ed il cattivo tempo per conto della nostra comunità.
Complimenti al giornalista. Analisi precisa e netta che non vediamo su altre testate online e non ne capiamo il motivo
La cittadinanza deve spezzare queste odiate catene.
Non deve essere complice (e lo è stato, e non va negato) di questo malaffare!
Prima il metodo Margiotta con assunzioni porta voti, ora bando pubblico sempre deciso dalla stessa persona che adesso ha anche l’impegno di lanciare verso il Parlamento la Sindaca con il silenzio e le assenze di FDL che deve ubbidire a Biondi… Attenti che qui è stato già tutto scritto nelle stanze aquilane…
Complimenti a questa testata che ha il coraggio di affrontare la real politik di Sulmona che poi è la stessa da anni e anni
Purtroppo ben altri dovrebbero farlo almeno per amor di patria ma si sa come vanno le cose qui a Sulmona
La dittatura gli fà un baffo a questi padri e padroni su tutto e di tutto.
E noi stiamo a guardare? Ribelliamoci tutti.Una volta per sempre.Sanno e pensano che ai sulmonesi tanto puoi fargli di tutto
Eppure era umiliato alle precedenti comunali……chi dobbiamo ringraziare….??
E’ risaputo che il lupo perde il pelo ma non il vizio!
E da ringraziare, ma forse sarebbe meglio DA INCOLPARE, sono gli elettori di Sulmona!!!
Riflettete, fin tanto che prendono migliaia di voti hanno ragione loro e se arrivano in parlamento con i voti del gregge ne avranno ancora di più. Viva l’Italia.
I rifiuti fanno gola alle mafie …non è un mistero, ma potrebbe essere preludio di scenari drammatici per la salute e la sicurezza della regione.