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CAOS PULIZIE MARELLI, AGOSTO SENZA PAGA: LAVORATORI E SINDACATI IN AGITAZIONE

Stipendi non pagati, accuse di violazioni contrattuali e un futuro incerto. È questa la situazione che stanno vivendo da mesi i lavoratori dell’appalto di pulimento industriale del Plant Marelli di Sulmona, gestito dall’azienda Albasan S.r.l. Da agosto gli stipendi non sono stati corrisposti, con la giustificazione di presunti ritardi nei pagamenti da parte dei “clienti”. Una spiegazione che non convince i sindacati, da tempo in lotta con l’impresa per vertenze legate alla sicurezza, all’organizzazione del lavoro e alle relazioni industriali.

La comunicazione, resa ai dipendenti tramite una nota aziendale definita “scarna” dai sindacati, ha aggravato un clima già teso, segnato da mesi di vertenze su sicurezza, organizzazione del lavoro e rapporti industriali. Filcams Cgil e Uiltrasporti, con i referenti Andrea Frasca e Pietro Angileri, denunciano “pratiche elusive e violazioni del Contratto collettivo nazionale di lavoro”, oltre alla totale assenza di dialogo preventivo con le organizzazioni sindacali.

«Siamo preoccupati per le famiglie dei lavoratori che resteranno senza stipendio in un contesto di forte disagio che si protrae da nove mesi – affermano i sindacalisti –. Se a questo si aggiungono i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, il quadro diventa drammatico».

Le sigle sindacali puntano il dito anche contro Marelli Suspension Systems Italy S.p.A., chiamata in causa indirettamente dal comunicato di Albasan: «Se fosse vero che Marelli non paga più i suoi fornitori, la questione assumerebbe proporzioni devastanti per l’intera Valle Peligna. Per questo chiediamo alla stessa Marelli di smentire o chiarire la vicenda, convocando i corpi intermedi».

Sul piano istituzionale, la vertenza approderà il prossimo 9 ottobre al tavolo nazionale per la procedura di fallimento, mentre a livello locale i sindacati annunciano nuove mobilitazioni: «Non è più tollerabile una gestione così superficiale di un appalto che riguarda un servizio peculiare e indispensabile per l’azienda Marelli. Se non arriveranno riscontri immediati, adotteremo ogni forma di contrasto utile a dirimere la questione».

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