LA MUSICA CHE GIRA INTORNO
L’ho saputo da voci di corridoio. Il chiarore della luna illuminava la scena con un piccolo fascio di luce che ricordava l’occhio di bue di un palcoscenico. Un evento organizzato dal Comune di Sulmona, una città per cantare, una storia incredibile di musica che Piazza Grande è stata in grado di scrivere dopo migliaia di chilometri in un paesaggio lunare abitato da sagome vintage e non solo, un flusso di essere umani emozionati inseguiti dalla passione per la musica sotto un cielo limpido da cartolina. Una fotografia di pezzi di autori Dalla, De Gregori, Battisti, De André, Fossati, Graziani, Morandi, Vasco davvero riuscita quando possiede la forza di uno specchio in cui ti vedi riflesso e scopri che appartiene alla tua vita con un occhio sempre di riserva materiale indistruttibile. Ci sono tante meraviglie in una piazza importante come quella di Ovidio quante nel fondo del mare, che tanti fotografi appassionati ieri sera come meravigliosi esploratori degli aspetti che la nostra retina non registra hanno abbracciato il cellulare come un’arma per esprimere la propria visione del mondo come se formassero una musica, mentre la notte della pianura vegliava sugli spasimi della città. La serata era tutti respiri e lo spazio si dilatava nel silenzio sonoro della notte in cui gli eventi sono punti di fragore che si accendono e si spengono. “Ora ti domandi cosa voleva dire per te ascoltare una musica per il solo piacere di entrare nel disegno delle note” diceva Italo Calvino in una serata calda di settembre come un set cinematografico. Dopo il silenzio ciò che meglio descrive l’inesprimibile è la musica. La canzone è una scatola magica che scompone, rielabora e trasfigura il mondo reale con impeto, legge nelle cose e nei volti i sentimenti più intimi offrendo nuove interpretazioni delle varie storie. C’era una sfida nell’aria, in quest’aria umida dei quattrocento metri con letture, con canzoni che parlavano di amori, di speranze, di estasi, una commozione dolcemente pungente come un’impalpabile ebbrezza.
Cesidio Colantonio


