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LA LOTTA AI DRONI NEL CARCERE PARTE DAI CITTADINI

La lotta ai droni parte dai cittadini: telecamere e fari contro i voli sospetti sul carcere

Non aspettano più soltanto i controlli delle forze dell’ordine: i residenti di via Lamaccio hanno deciso di organizzarsi in prima persona per contrastare il fenomeno dei droni che, da tempo, sorvolano l’area del carcere di Sulmona per recapitare telefoni cellulari ai detenuti. Tra telecamere private, fari potenziati e segnalazioni tempestive, la comunità si è trasformata in una sorta di “sentinella” contro i traffici illeciti che continuano a svilupparsi dietro le sbarre.

L’ultimo episodio si è verificato pochi giorni fa, quando un drone, intercettato e deviato grazie al fucile jammer in dotazione alla polizia penitenziaria, ha permesso agli agenti e ai carabinieri di recuperare un carico di quattro telefoni destinati alla struttura. Un’altra operazione, condotta dalla Guardia di Finanza a Venafro, ha portato invece all’arresto di due persone trovate a bordo di un’auto con un drone professionale e micro-cellulari: parte del materiale, secondo le indagini, era diretto proprio al carcere di Sulmona.

Il fenomeno, che sembra non conoscere sosta, è stato finora parzialmente arginato con operazioni di contrasto e con l’attenzione dei cittadini. Solo lo scorso anno erano stati scovati 110 telefoni introdotti illegalmente, mentre dall’inizio del 2025 ad oggi ne sono stati intercettati circa la metà. La situazione, tuttavia, dovrebbe cambiare radicalmente entro la fine dell’anno, quando l’intera struttura penitenziaria sarà schermata, rendendo impossibile il volo e la consegna dei dispositivi.

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