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SANITÀ, LA CGIL SCRIVE AL NUOVO DIRETTORE GENERALE DELLA ASL1

 “Servono scelte coraggiose e concrete, basta con l’immobilismo”

L’AQUILA – Una lettera aperta, articolata e senza giri di parole, è quella firmata da Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone, rispettivamente Segretario Generale della CGIL e della FP CGIL della Provincia dell’Aquila, indirizzata al nuovo Direttore Generale della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Paolo Costanzi, appena insediato alla guida della più estesa azienda sanitaria d’Abruzzo.

Nel testo, i sindacalisti esprimono le congratulazioni al nuovo vertice, ma al tempo stesso pongono con urgenza una riflessione profonda sulla grave situazione in cui versa la sanità pubblica nel territorio, chiedendo che “l’inizio” di questo nuovo mandato non sia solo formale, ma rappresenti un vero cambio di rotta.

«La nostra provincia rappresenta il 50% del territorio regionale – si legge nella lettera – ma è caratterizzata da uno spopolamento crescente e da un forte invecchiamento della popolazione. Nonostante ciò, la Asl1 ha ricevuto in questi anni finanziamenti inadeguati rispetto ai reali bisogni sanitari della collettività, con un deficit strutturale che ha prodotto disuguaglianze, disservizi e rinunce alle cure».

Liste d’attesa infinite, carenza di personale, chiusure estive dei reparti, riduzione dell’assistenza territoriale, precarietà del lavoro sanitario: questi, tra gli altri, i nodi critici elencati dalla CGIL, che chiede al nuovo DG un’azione improntata alla discontinuità rispetto al recente passato e ispirata ai principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà e partecipazione.

Particolarmente forte è la denuncia sulla mancata attuazione del modello di integrazione tra ospedale e territorio, e sulla “scelta incomprensibile” di collocare le Case di Comunità dentro gli ospedali di L’Aquila e Sulmona, tradendo – secondo i firmatari – l’obiettivo di realizzare una medicina di prossimità davvero accessibile a tutti.

La CGIL pone poi l’accento su un’altra grande emergenza: la crisi del personale sanitario, costretto da anni a lavorare in condizioni difficili, con stipendi non adeguati, precarietà contrattuale, carenze strutturali e disparità di trattamento tra lavoratori. «Un servizio sanitario pubblico – sottolineano – non può reggersi sull’intramoenia o sul sacrificio degli operatori: servono regole, rispetto del contratto nazionale, stabilizzazioni e investimenti duraturi».

Il messaggio al nuovo Direttore Costanzi è chiaro: serve una nuova visione, fondata su una progettualità seria, partecipata e continuativa, che metta al centro il diritto alla salute e la dignità del lavoro.

Infine, i sindacati annunciano la volontà di avviare un confronto immediato e costante con la direzione Asl, per affrontare i tanti problemi irrisolti della sanità pubblica provinciale. «Non siamo più disponibili – scrivono – ad accettare decisioni calate dall’alto. Serve un cambio di passo deciso, che restituisca dignità e fiducia ai cittadini e agli operatori della sanità».

“L’inizio è la parte più importante del lavoro”, ricordano in chiusura citando Platone, affidando a questa nuova fase la speranza – ma anche la richiesta – di un rilancio vero e concreto della sanità pubblica nelle aree interne d’Abruzzo.

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