“LA CULTURA NON È UN EVENTO È UN DIRITTO”
Il Comitato Biblioteca Sulmona esprime solidarietà a L’Aquila e rilancia l’allarme per il futuro degli spazi culturali
SULMONA – “La cultura non è un evento, è un diritto”. Parte da questa affermazione forte e chiara il nuovo comunicato del Comitato Biblioteca Sulmona, che esprime piena solidarietà alla cittadinanza aquilana dopo la chiusura della Biblioteca Regionale “Salvatore Tommasi”, presidio culturale storico fondato 177 anni fa, oggi senza una sede e senza prospettive definite per la riapertura.
Un fatto che appare ancora più paradossale se si considera che L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura 2026, eppure da aprile è priva di qualsiasi biblioteca funzionante. «È il sintomo – scrive il Comitato – di una malattia più grave: l’idea, da parte della giunta regionale, che la cultura sia solo un evento da finanziare, e non un diritto da garantire».
Il comunicato sottolinea la contraddizione evidente tra la mancanza di risorse per le biblioteche e la capacità della Regione Abruzzo di trovare fondi per manifestazioni come “La Notte dei Serpenti” o per sponsorizzare squadre calcistiche come il Napoli Calcio. «Non siamo contrari agli eventi – precisano gli studenti – ma chiediamo che si ristabilisca un ordine di priorità. Nelle aree interne dell’Abruzzo, tra scuole chiuse e biblioteche smantellate, abbiamo bisogno di luoghi reali dove studiare, non solo di palchi e riflettori».
Il Comitato mette in parallelo la situazione dell’Aquila con quella di Sulmona, ex candidata a Capitale Italiana del Libro 2026, che ha perso la candidatura a causa del commissariamento del Comune. Anche qui, la sede storica della Biblioteca comunale è inagibile dal terremoto, e l’attuale sistemazione provvisoria non è sufficiente. «All’Aquila – scrivono – hanno chiuso perfino la sede provvisoria. Per questo invitiamo la cittadinanza sulmonese a non abbassare la guardia. La nostra città non deve fare la stessa fine».
Il Comitato Biblioteca Sulmona denuncia come, nonostante le interlocuzioni con alcuni consiglieri regionali e le promesse ricevute, ad oggi nessuna risposta concreta sia arrivata. E torna a chiedere con forza l’istituzione di un’aula studio, già oggetto di richieste protocollate, per offrire un luogo di aggregazione e formazione a giovani e studenti. «Se si è trovata in tempi rapidi una sede per la Saca SpA e si è riusciti a riaprire il Polo Museale Civico Diocesano – si legge nel comunicato – non dovrebbe essere così complicato aprire un’aula studio».
Il Comitato fa anche sapere di avere già individuato alcuni spazi idonei, in passato visionati insieme all’ex assessore alla cultura Carlo Ciufelli, pronti per essere utilizzati.
L’appello finale è rivolto tanto all’amministrazione comunale quanto all’intera città:
«Più biblioteche e spazi di studio significano meno spopolamento. Se si continua a ignorare il bisogno di cultura e di luoghi per i giovani, l’unico risultato sarà vederli andar via. Ma noi non ci stancheremo di lottare – concludono – per una Sulmona che creda davvero nella cultura come diritto, e non solo come slogan».


