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DIRITTO DI PRIORITÀ NELLA SCELTA DELLA SEDE A UNA DOCENTE CON DISABILITÀ

SCUOLA E DISABILITÀ: IL TRIBUNALE DI SULMONA RICONOSCE IL DIRITTO DI PRIORITÀ NELLA SCELTA DELLA SEDE A UNA DOCENTE

Il giudice Alessandra De Marco: “Prevale il diritto alla salute sulla rigida applicazione delle graduatorie”. Accolto il ricorso di un’insegnante abruzzese con invalidità superiore ai due terzi.

SULMONA – Il Tribunale di Sulmona ha riconosciuto il diritto di una docente con disabilità a scegliere in via prioritaria la sede lavorativa nella propria provincia di residenza, ribadendo l’applicazione delle tutele previste dalla normativa italiana in materia di disabilità anche nel comparto scolastico.

Con un’ordinanza del 28 luglio, il giudice del lavoro Alessandra De Marco ha accolto il ricorso presentato da una insegnante abruzzese, vincitrice di concorso pubblico e affetta da invalidità superiore ai due terzi, regolarmente iscritta nelle liste dei collocamenti speciali ai sensi della legge 68 del 1999.

Durante la procedura di assegnazione delle sedi, la docente aveva indicato come preferenziale la provincia di residenza, proprio in virtù della sua condizione. Nonostante ciò, l’amministrazione scolastica aveva assegnato l’incarico in un’altra provincia, ignorando – secondo i legali della docente – il diritto alla sede più vicina riconosciuto a chi versa in condizioni di disabilità certificata.

A quel punto, la docente si è affidata agli avvocati Aldo Esposito e Ciro Santonicola, esperti in diritto scolastico, che hanno portato il caso davanti al giudice del lavoro del foro peligno. Una battaglia legale che ha prodotto un importante precedente.

“Il riconoscimento di handicap ai sensi della legge 104/92 – si legge nell’ordinanza – conferisce il diritto di scegliere in via prioritaria la sede lavorativa, superando in alcuni casi l’ordine stabilito dalla graduatoria basato sul merito”, ha sottolineato la giudice De Marco.

Il provvedimento rafforza l’interpretazione secondo cui la tutela della salute e delle condizioni personali dei lavoratori con disabilità deve prevalere su criteri puramente numerici o di punteggio, laddove la normativa lo consenta.

Un’ordinanza che assume particolare rilievo in un contesto, come quello scolastico, dove le mobilità, le assegnazioni e i trasferimenti possono incidere profondamente sulla vita personale e professionale degli insegnanti. E che rappresenta, per molti, una garanzia in più contro discriminazioni indirette ancora troppo frequenti nel sistema della pubblica istruzione.

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