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MINORANZA IN CONSIGLIO: OSPEDALE DI POPOLI AL COLLASSO

Ospedale di Popoli, la minoranza rompe il silenzio: “Struttura al collasso, ora basta far finta che tutto vada bene”

POPOLI TERME – “Da troppo tempo sull’Ospedale di Popoli è calato un silenzio che pesa come un macigno, accompagnato da una narrazione rassicurante ma lontana dalla realtà”. Così i consiglieri di minoranza del Comune di Popoli Terme tornano a lanciare un allarme che non può più essere ignorato. In una lunga nota, i rappresentanti dell’opposizione denunciano pubblicamente una situazione che, a loro dire, rischia di compromettere definitivamente il futuro del presidio ospedaliero.

I primi segnali concreti si sono avuti con la convocazione di un apposito Consiglio comunale straordinario, durante il quale sono state evidenziate numerose criticità, a partire dal provvedimento del Direttore Sanitario che, secondo la minoranza, sta di fatto limitando le attività operatorie del reparto di ortopedia. “Scelte scellerate”, è stato detto, che aumentano la pressione su una struttura già fortemente provata.

Ma il problema, sottolineano, è molto più ampio: si colloca all’interno di un contesto regionale allarmante, con un buco di bilancio della sanità abruzzese già conclamato e destinato ad aggravarsi nel 2025. Le prime conseguenze sono già visibili: tagli ai servizi, mancato pagamento del premio di produttività ai dipendenti, e un clima di forte incertezza tra gli operatori.

Particolarmente preoccupante è la proposta di chiusura del reparto di Rianimazione, da sostituire con una Terapia Intensiva Post-Operatoria riservata unicamente ai pazienti sottoposti a intervento chirurgico. “Una scelta pericolosa – commentano i consiglieri – che esclude i pazienti in condizioni critiche non operati, privandoli di un’assistenza salvavita”.

A peggiorare il quadro, anche la grave carenza di personale in radiologia, dove già oggi la risonanza magnetica – nonostante l’investimento milionario per l’acquisto – viene utilizzata solo mezza giornata, dal lunedì al venerdì. La TAC è disponibile per gli utenti esterni solo due giorni a settimana, la mammografia per tre. “Come pensano di ridurre le liste d’attesa in queste condizioni?”, si chiedono.

Assente ormai da tempo è anche il neurologo: da quando è andato in pensione, non è stato sostituito. Una mancanza che si ripercuote soprattutto su anziani affetti da patologie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer, per i quali le cure specialistiche risultano oggi difficilmente accessibili. “Molti devono recarsi a San Valentino, affrontando disagi enormi per ottenere una semplice prescrizione”.

Infine, viene puntato il dito anche contro i ritardi nei lavori di ristrutturazione, che impediscono la piena operatività di reparti e servizi fondamentali. “Non è più possibile voltarsi dall’altra parte. Chiediamo attenzione, impegno e mobilitazione”, si legge nella conclusione della nota. Un appello forte rivolto non solo alle istituzioni, ma a tutta la cittadinanza, affinché si torni a lottare uniti per il futuro dell’Ospedale di Popoli.

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