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WEST NILE, NEGATIVO IL TEST SUL SULMONESE: NESSUN CASO ACCERTATO NELL’AQUILANO. GRIMALDI: “EVITARE ALLARMISMI, MA MASSIMA ATTENZIONE”

Nessun allarme, ma neppure sottovalutazioni. In provincia dell’Aquila la situazione legata al virus del West Nile è sotto controllo: al momento non si registra alcun caso accertato di contagio tra le persone. Lo confermano sia l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, che ha escluso la compatibilità del virus in un paziente sulmonese rientrato dal Lazio, sia le autorità sanitarie locali. Tuttavia, l’Aquila è stata inserita tra le 31 province italiane soggette a limitazioni per le donazioni di sangue, come misura preventiva dopo l’identificazione del virus in un uccello selvatico (un gheppio).

Il test sul cittadino di Sulmona, classificato inizialmente come caso sospetto per la comparsa di lievi sintomi in remissione, ha dato esito negativo. L’Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila continua a monitorare attentamente il territorio, applicando precauzioni specifiche, tra cui lo stop temporaneo alle donazioni di sangue nelle aree interessate. Sebbene nella provincia dell’Aquila non siano stati registrati casi umani di infezione, a livello nazionale il bilancio è salito a sette decessi da inizio anno, con particolare incidenza tra Lazio e Campania.

Nel frattempo, l’allerta per la diffusione del virus ha spinto molti cittadini verso le farmacie, dove si registra un’impennata nella richiesta di repellenti contro le zanzare. Le autorità sanitarie raccomandano l’utilizzo di abiti lunghi e chiari nelle ore più a rischio, l’eliminazione dei ristagni d’acqua e l’applicazione regolare di disinfestazioni. Il virus, trasmesso principalmente dalla zanzara Culex, è spesso silente nelle persone sane, ma può avere decorso grave in soggetti fragili, come immunodepressi, pazienti oncologici e trapiantati.

A fare il punto sulla situazione è il professor Alessandro Grimaldi, presidente dell’Ordine dei Medici dell’Aquila e direttore dell’Unità di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore. Intervistato dal quotidiano Il Centro, ha precisato che la presenza del virus è stata rilevata solo in un uccello, un evento che non deve generare allarmismo generalizzato, anche se resta necessario mantenere alta l’attenzione.

Grimaldi ha spiegato che il virus, presente da anni soprattutto in Pianura Padana, si sta diffondendo verso sud anche a causa dei cambiamenti climatici. Le zanzare trovano oggi condizioni ideali anche in aree prima considerate immuni, come l’Aquilano, tradizionalmente caratterizzato da un clima rigido. Tuttavia, l’esperto rassicura: si tratta di un virus noto e tracciato anche in ambito di trapianti d’organo e non di una nuova emergenza come il Covid.

Un falso allarme è stato recentemente registrato su una donna che aveva riportato diverse punture di zanzara dopo un soggiorno sulla costa: anche in questo caso, gli accertamenti sembrano aver escluso la presenza del virus.

Grimaldi invita quindi a non creare panico, ma a prendere coscienza del fatto che le condizioni ambientali favoriscono la presenza di zanzare e, con esse, anche dei virus che possono veicolare. Campagne di disinfestazione sono già state previste, e si raccomanda ai cittadini di adottare semplici precauzioni: evitare profumi e creme attrattive per gli insetti, coprire le parti del corpo esposte, usare repellenti e prestare particolare attenzione a sottovasi e ristagni d’acqua.

«Non è una novità – ha aggiunto Grimaldi – ma è bene ricordare che, sebbene la maggior parte dei contagi sia asintomatica, le complicazioni possono diventare gravi in soggetti vulnerabili. Prevenire, anche in questo caso, è la strada migliore».

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