RIVISONDOLI, FUOCHI D’ARTIFICIO DOPO LA CADUTA DEL SINDACO: POLEMICHE E DOLORE NELLA LETTERA DELLA MOGLIE
Non erano i festeggiamenti per San Silvestro, né una ricorrenza religiosa. Eppure, nella serata di ieri, i cieli di Rivisondoli si sono illuminati di fuochi d’artificio. Un’esplosione di luci e rumori che ha segnato la fine dell’amministrazione comunale guidata da Giancarlo Iarussi, sfiduciato dopo le dimissioni in blocco di dieci consiglieri, tra maggioranza e opposizione.
Un gesto che ha suscitato reazioni contrastanti nel paese e una profonda indignazione nella famiglia dell’ex sindaco. A esprimere lo sdegno è stata l’avvocato Tania Liberatore, moglie di Iarussi, che ha affidato ai social una lunga e toccante lettera pubblica. Le sue parole, cariche di dolore, hanno aperto un varco nel silenzio politico che ha seguito la crisi amministrativa.
«Le mie figlie, ieri sera, guardavano quei fuochi dalla finestra. E piangevano – ha scritto Liberatore –. Piangevano perché sentivano che quel gesto, simbolicamente, era contro il loro papà. E contro di noi». La lettera, che in poche ore ha fatto il giro dei social, denuncia un clima di ostilità personale che, secondo la moglie dell’ex sindaco, ha accompagnato fin dall’inizio il mandato di Iarussi, in carica dal 2021.
La fine anticipata della consiliatura arriva sullo sfondo di una vicenda giudiziaria che ha coinvolto lo stesso Iarussi e il consigliere comunale Simone Buono, entrambi condannati in primo grado per calunnia, con una pena di un anno e otto mesi. I fatti risalgono allo scorso anno e riguardano un episodio inquietante: un proiettile recapitato per posta. La sentenza non è definitiva e il processo dovrà ancora affrontare il secondo grado di giudizio e, eventualmente, la Cassazione. Tuttavia, la vicenda è bastata – secondo Liberatore – a innescare una crisi politica sfruttata ad arte.
«Mentre il paese cadeva in una crisi politica, qualcuno ha pensato bene di festeggiare con i fuochi d’artificio. Segno non di gioia, ma di mancanza di rispetto. Non solo verso mio marito, ma verso l’idea stessa di dignità» – scrive ancora la moglie dell’ex sindaco, denunciando una politica trasformata in “vendetta e calcolo”.
Nel suo messaggio, Tania Liberatore racconta anche l’impegno e i sacrifici personali del marito: «Ha lavorato giorno e notte, trascurando la sua famiglia, la sua professione, la sua salute. Tutto per senso di dovere. Tutto per amore del paese. Lo hanno lasciato solo. Lo hanno indebolito giorno dopo giorno. Lo hanno aspettato al varco».
La caduta dell’amministrazione, consumata con l’inedita alleanza tra maggioranza e opposizione, rappresenta per molti una svolta politica. Per altri, invece, come per la famiglia Iarussi, segna una ferita difficile da rimarginare.
«Non chiediamo pietà, né riconoscenza – conclude Liberatore –. Chiediamo solo rispetto. Con il cuore ferito, ma non piegato».
Rivisondoli si risveglia così, tra i resti dei fuochi artificiali e il rumore assordante di un paese diviso, in attesa di scrivere la prossima pagina della sua storia amministrativa.


