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SULMONA ACCOGLIE LE RELIQUIE DI SAN FRANCESCO: FEDE, EMOZIONE E UN CAMMINO CONDIVISO

Non è solo una reliquia quella giunta nella Cattedrale di San Panfilo ieri pomeriggio: è un ponte tra passato e presente, tra Assisi e Sulmona, tra il messaggio eterno di San Francesco e le domande di oggi. Accolta dal vescovo Michele Fusco e da una folla raccolta in silenziosa preghiera, la reliquia del “Poverello” ha fatto il suo ingresso in città, segnando l’inizio di giorni intensi di spiritualità.

L’evento, promosso dalla diocesi di Sulmona-Valva insieme alla Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana (CEAM), ha riportato al centro della vita ecclesiale e civile la figura del patrono d’Italia, il santo della semplicità e dell’amore universale. La frase “Il Signore mi diede dei fratelli”, tratta dal Testamento di San Francesco, è risuonata in Cattedrale come eco profonda di un messaggio che attraversa i secoli, richiamando al valore della fraternità in un tempo che troppo spesso divide.

Ma l’arrivo delle reliquie non è solo memoria o tradizione. È un’opportunità concreta per la comunità di tornare a interrogarsi sul proprio cammino di fede. Una cassetta predisposta in Cattedrale raccoglierà, infatti, preghiere e intenzioni personali che verranno poi portate ad Assisi, sulla tomba del Santo: un gesto simbolico e potente, che lega il cuore spirituale d’Italia ai piccoli centri dell’Abruzzo e del Molise.

“È un momento di grazia che ci invita a rinnovare il nostro impegno nella fede e nella solidarietà”, ha dichiarato monsignor Fusco, sottolineando come questa visita non debba essere vissuta come semplice cerimonia, ma come spinta alla conversione e all’azione concreta.

Fino al 4 agosto, la reliquia di San Francesco continuerà il suo cammino, spostandosi di parrocchia in parrocchia: ogni tappa sarà un’occasione per pregare, riflettere, riscoprire il senso profondo della fraternità evangelica. Un invito aperto a tutti – credenti e non – a fermarsi, anche solo per un istante, davanti a ciò che resta visibile di un santo che ha lasciato un’impronta invisibile ma indelebile.

In un’epoca di rumore e dispersione, San Francesco torna a parlare con il linguaggio del cuore. E Sulmona lo ascolta.

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