PD L’AQUILA. SERATA INAUGURALE PERDONANZA A PAGAMENTO? BIONDI FACCIA MARCIA INDIETRO
L’AQUILA – Il direttore artistico dei Cantieri dell’Immaginario, Leonardo De Amicis, parla di “edizione record” della kermesse: sarebbe stato strano il contrario, in effetti. SarĆ nostra premura, al termine del cartellone di eventi, chiedere conto dei biglietti effettivamente venduti, degli incassi ricavati, e dei costi sostenuti, voce per voce, per le produzioni artistiche e per gli allestimenti, dai palchi ai service.Certo ĆØ che se davvero sono stati venduti 19 mila biglietti, e ci si augura di arrivare a 20 mila come indicato dal sindaco, vuol dire che ne sono rimasti invenduti più del 50% di quelli effettivamente disponibili, considerato il numero di posti previsti nelle diverse location per i vari spettacoli. E cosi si spiegano le sedie malinconicamente vuote viste in parecchi eventi, a fronte di alcuni ‘sold out’. Se si tratta di record, che cosa ĆØ successo negli anni passati? Restano più che legittime, dunque, le domande che abbiamo posto e su cui sarebbe interessante confrontarsi pubblicamente: ĆØ davvero necessario allestire un cartellone con cosƬ tanti spettacoli, senza che vi sia un filo rosso riconoscibile a dare sostanza alla proposta, privatizzando tra l’altro, per un periodo tanto lungo, uno spazio pubblico che appartiene a tutte e tutti, precludendo persino la vista con i teli oscuranti? In Commissione, assente come sempre il sindaco, avevamo suggerito di destinare lāutilizzo della scalinata di San Bernardino per gli spettacoli con platee prevedibilmente più ampie (riducendo lāimpatto di una chiusura cosƬ prolungata), di togliere il catafalco che impedisce persino lo sguardo, e per gli altri spettacoli di utilizzare location diverse, secondo lo spirito originario dei Cantieri che miravano alla riconquista di spazi per la cittadinanza. Non ci hanno voluto ascoltare.
Considerato l’investimento davvero ingente di risorse pubbliche, crediamo sia doveroso aprire ora un confronto senza che ciò venga considerato lesa maestĆ , e crediamo sia doveroso anche approfondire altri aspetti, che hanno a che fare con l’etica più che con la cultura, attinenti a palchi e service, alle modalitĆ di affidamento e ai costi sostenuti. Ma ce ne sarĆ occasione. Ciò che torniamo a sottolineare ĆØ che eventi finanziati con fondi pubblici dovrebbero rappresentare l’occasione per una crescita culturale e sociale di tutta la comunitĆ , attraverso un sostegno forte alle produzioni di giovani artisti locali e attraverso una spinta alla fruizione della cultura soprattutto di chi non può permetterselo. A fronte di spettacoli a pagamento bisognerebbe garantire anche spettacoli gratuiti, come accade nelle piazze di tutta Italia dove si organizzano eventi gratuiti partecipati da migliaia di persone. Parlare di sicurezza pare davvero strumentale. Ed ĆØ davvero inaccettabile ascoltare il sindaco dell’Aquila rivendicare la decisione di rendere a pagamento persino la serata inaugurale della Perdonanza. Chiediamo a Biondi di fare un passo indietro: cosƬ, sta tradendo lo spirito di Celestino V che ci ha donato la Perdonanza come forma di ribellione alla vendita delle indulgenze, al perdono garantito solo a chi poteva permetterselo economicamente. La Perdonanza ĆØ una festa popolare, ĆØ di tutte e tutti, ĆØ il momento identitario del nostro vivere insieme come comunitĆ : non si può riservare il momento dell’apertura delle celebrazioni soltanto a chi può permetterselo e ha la fortuna di trovare i biglietti.Ā E non si utilizzi come scusante ciò che ĆØ accaduto l’anno passato: le immagini di cittadine e cittadini che si spintonavano non sono altro che il risultato della scelta di precludere l’accesso verso la Basilica e di riservare, tra l’altro, oltre 800 posti ad autoritĆ (590 posti a sedere) e giornalisti (155 posti a sedere). Numeri ingiustificabili, e che raccontano di come vengano gestiti i biglietti in alcuni casi e di quale sia l’idea di chiusura elitaria a pochi fortunati che questa amministrazione continua ad alimentare. Se davvero ci sono problemi organizzativi e di sicurezza, allora si rinunci alla spettacolarizzazione e si organizzi una inaugurazione sobria, accessibile a tutte e tutti. La Perdonanza deve restare un evento popolare e comunitario che appartiene alla cittĆ : non può essere gestita dall’amministrazione come ‘cosa propria’.


