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MATTEOTTI E LA SUA STORIA DI MARTIRE SOCIALISTA. IL SUO OMICIDIO RIVENDICATO DIRETTAMENTE DA MUSSOLINI ALLA CAMERA

ROMA – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda
indignazione per il vile atto vandalico perpetrato contro la lapide dedicata a Giacomo Matteotti,
situata sul lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, nel luogo esatto del suo rapimento il 10 giugno
1924. Colpire un simbolo come Matteotti significa non soltanto oltraggiare la sua figura di martire della
libertĆ  e oppositore coraggioso del fascismo nascente, ma soprattutto violare lo spazio sacro della
memoria collettiva che custodisce i fondamenti etici e civili della nostra Repubblica.
Non si tratta di un semplice atto di inciviltĆ  o ignoranza: questo gesto, reiterato e infame, si inscrive
in un clima sempre più inquietante di revisionismo e intorbidimento storico, in cui i simboli
dell’antifascismo vengono sfregiati e svuotati del loro significato più profondo.
Accogliamo con favore la ferma condanna espressa dal Presidente della Regione Lazio, Francesco
Rocca, che ha definito il danneggiamento «un gesto vile e insensato», ribadendo che «la Regione
Lazio condanna questo sfregio non solo del personaggio storico, ma di una memoria civile e
democratica condivisaĀ», auspicando che le forze dell’ordine facciano piena luce sull’accaduto. Le
sue parole rappresentano un segnale importante di presidio istituzionale su un tema che tocca
l’identitĆ  democratica del nostro Paese.
La scuola italiana — e in particolare i docenti impegnati nella promozione dei diritti umani — ha il
dovere morale di reagire non solo con la condanna, ma con l’azione educativa. Insegnare chi fu
Giacomo Matteotti non ĆØ una scelta ideologica, ĆØ un atto di responsabilitĆ  democratica. La sua voce,
che gridava giustizia e trasparenza in un’aula parlamentare giĆ  minacciata dal buio del totalitarismo,
continua a essere un faro per le nuove generazioni.
Chiediamo alle istituzioni, alle scuole, ai cittadini, di trasformare questa ferita in occasione di
consapevolezza: ogni targa violata, ogni memoria sfregiata, deve diventare una lezione di civiltĆ  da
condividere.
Invitiamo inoltre il Ministero dell’Istruzione e del Merito a promuovere una giornata nazionale
dedicata a Giacomo Matteotti nelle scuole italiane, affinchƩ la sua figura non sia solo ricordata, ma
studiata e interiorizzata come esempio di coraggio e integritĆ  civile.

prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

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