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NOI E LORO. IL J’ACCUSE DELL’EX ASSESSORE DI STEFANO, CHE SOTTOLINEA LE DIFFERENZE TRA L’EX AMMINISTRAZIONE COMUNALE E L’ATTUALE

di Pietro Di Stefano*
L’AQUILA – Noi acquistammo l’area ex militare di Piazza d’Armi per farne un grande parco urbano alle porte della città; un parco animato con auditorium, caffè ristorante, libreria e nel sottosuolo un parcheggio di 450 posti, sopra di esso due piazze semicircolari con locali commerciali. Un intervento per il quale avevamo messo insieme 22 milioni di euro; gara fatta, vinta da un’impresa improbabile ma la gestione post gara è stata un disastro che ha portato ben cinque anni dopo alla revoca del contratto senza che i lavori fossero mai iniziati. Una revoca che poteva e doveva arrivare nel giro di qualche mese perché c’erano le condizioni tutte per farlo senza alcun appello possibile. Le cose sono andate come noto, il progetto vincitore di un concorso internazionale di progettazione è stato accantonato, i fondi sono fermi e in parte stornati e l’area oggi si presenta come un cumulo di sterpaglie. Loro vogliono realizzare un parcheggio nella ex caserma Rossi, prendendo al momento in locazione gratuita l’area libera dalle costruzioni mentre tutto il resto non si sa che fine farà. Si dice che l’agenzia del demanio vorrà realizzarci degli uffici per affrancarsi dai fitti passivi ma si dice anche che dentro il perimetro della caserma verrà realizzata la nuova sede dei vigili del fuoco e anche qui nessuno dice che fine farà l’attuale sede ricadente tra via Pescara e via Panella. Fatto sta che per fare il parcheggio di oltre 3 milioni di euro, partono con la cancellazione del Parco Polsinelli per costruire una rotonda di accesso al parcheggio che oggi ancora non c’è. Non c’è alcun bisogno di deturpare il parco, perché l’accesso già esiste da viale De Gasperi percorrendo via Parrozzani; sarebbe possibile anche realizzare un’uscita dal parcheggio, e sarebbe molto più razionale, facendo anche una rotatoria tra via Urbani e via Scarfoglio, semplicemente spostando quella che si vuole realizzare su via Panella, che, al contrario, congestionerebbe ancor più l’ingresso alla città dall’Aquila est. Perché non fare questo? Perché far sparire un parco pubblico? Perché partire dalla fine, con la rotatoria e non dai lavori del parcheggio all’ interno dell’area della caserma? Sono tutte domande di senso che restano senza risposta, ma una cosa è certa: noi di un’area ex militare volevamo farne un parco con un parcheggio interrato di 450 posti; Loro cancellano un parco pubblico per fare un parcheggio a raso in una parte di area ex militare.
Le differenze tra destra e sinistra esistono eccome, sono visioni diverse del mondo e anche di come concepire l’impegno pubblico.
Eppoi a volte si ha l’impressione che le cose vengano fatte a dispetto.
*Già sindaco di Cagnano Amiterno ed ex assessore comunale della Giunta Cialente

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