L’ADDIO ALLA SIGNORA ANNA BRANDIMARTE DI FILIPPO LUCCI. UNA DONNA DOLCISSIMA, SOLA AL MONDO, CHE LO AMAVA FIN DA BAMBINO
Pronto vorrei parlare con Anna Brandimarte. Mi rispondono dall’altra parte della cornetta della Casa di riposo di Nereto di attendere. La cornetta ĆØ aperta e la signora urla nel corridoio: Anna Brandimarte al telefono. Una voce ancora più forte risponde: “Ma Anna Brandimarte ĆØ morta”. Ho chiuso subito la chiamata ed ho pianto come piange un bambino, un pianto di lacrime bagnate e pesanti. Ć andata via in silenzio Anna. Un silenzio che l’accompagnata per tantissimi anni, quasi una vita intera. Quante domande mi sono fatto e mi faccio sull’essere umano, sul dolore di alcune persone. Destino beffardo o societĆ malata? Anna diceva a tutti gli ospiti della Casa di Riposo che vivevano con lei che non voleva visite nĆ© telefonate. Sapete perchĆ©? PerchĆ© non ne aveva mai ricevute. Si proteggeva. Era sola. Era sola nel mondo. Era dolce Anna. Era buona. Non ĆØ stata fortunata. ChissĆ ora se sarĆ finalmente serena, senza essere giudicata. Ciao Anna, dal tuo piccolo vicino di casa. Salutami la mia Mamma che non ti ha mai chiuso la porta e mi ha insegnato a volerti bene e rispettati…




