SULMONA OSPITA IL MOVIMENTO “NO BASE DI PISA”: INCONTRO PUBBLICO ALLA CGIL
Mercoledì 16 giugno, alle ore 18, presso la sede della CGIL di Sulmona (Vico del Vecchio 5), si terrà un incontro pubblico con il movimento No Base di Pisa, invitato dal coordinamento “Per il Clima Fuori dal Fossile”. Al centro del confronto, la denuncia contro la costruzione di una nuova base militare da 43 ettari a Coltano, nel cuore dell’area agricola pisana, contigua al Parco naturale di San Rossore.
La base, ritenuta “strategica” dal governo per la difesa nazionale, sarebbe destinata ad accogliere i reparti speciali dei Carabinieri e il 1° Reggimento Paracadutisti Tuscania. Per il movimento No Base, però, il progetto rappresenta l’ennesimo passo verso una crescente militarizzazione del territorio, in una zona che già ospita importanti strutture belliche come Camp Darby – il più grande arsenale USA fuori dagli Stati Uniti – e altre installazioni militari tra Pisa e Livorno.
“Non si tratta solo di un devastante impatto ambientale – spiegano gli attivisti – ma di un disegno più ampio, che vede la Toscana diventare uno snodo centrale della macchina bellica nazionale e internazionale. L’aggressione al territorio si accompagna a una trasformazione strutturale della società: la corsa al riarmo sottrae risorse vitali a sanità, scuola, trasporti e servizi sociali”.
L’incontro sarà anche un momento di riflessione sulle guerre in corso e sul ruolo dell’Italia e dell’Europa in un contesto geopolitico segnato da una crescente fobia bellica. Il coordinamento “Per il Clima Fuori dal Fossile” sottolinea il legame profondo tra crisi climatica, politiche energetiche fossili e militarizzazione: “Non c’è giustizia climatica senza giustizia sociale e smilitarizzazione”.
Particolare attenzione sarà rivolta alla situazione locale. Gli attivisti rilanceranno la proposta di smilitarizzazione della base di Monte San Cosimo, ritenuta un obiettivo strategico ad alto rischio in caso di conflitti o attentati. “Trasformare quella struttura in un centro per attività civili, sociali e culturali – spiegano – è un passo necessario per restituire al territorio una prospettiva di pace e sostenibilità”.
L’incontro di Sulmona si inserisce in una più ampia rete di mobilitazioni che vedono sempre più realtà unire la lotta per la giustizia climatica con quella contro l’economia di guerra. Una battaglia comune per un futuro libero da fossili e da eserciti.



