L'Aquila Capoluogo

FONDI PER LA RICOSTRUZIONE. BIONDI ATTACCA IL PD E IL PD ATTACCA BIONDI. ECCO LA RISPOSTA INTEGRALE DEI DEM AL SINDACO

L’AQUILA – Siamo alle solite: incalzato sulle mancanze della sua azione amministrativa, il sindaco Biondi non trova di meglio che replicare rabbioso al Partito democratico non rispondendo, però, nel merito delle questioni sollevate dal nostro partito sulle criticitĆ  della ricostruzione. Addirittura, Biondi – e il suo elefantiaco staff della comunicazione, lautamente pagato dalle aquilane e dagli aquilani – utilizzano indebitamente i canali istituzionali del Comune dell’Aquila per difendersi da una critica politica; fanno fatica, evidentemente, a capire che il Comune non ĆØ roba loro. SarĆ  nostra premura spiegarglielo, segnalando la vicenda al Prefetto e portandola all’attenzione della Commissione di Garanzia, anche per valutare l’eventuale interessamento della Corte dei Conti rispetto all’attivitĆ  del dirigente comunale preposto. Tornando alla ricostruzione, Biondi prova a buttarla in caciara ma non fa altro che confermare ciò che ĆØ stato denunciato dal Pd. Conferma che, al momento, mancano 600 milioni di euro a valere sui processi di ricostruzione per l’annualitĆ  2026 che, dice, verranno ā€œtrovatiā€ –Ā  parole sue… – nella Legge di stabilitĆ  di fine anno: ce lo auguriamo e, come ribadito nel corso dell’evento organizzato nei giorni scorsi all’Emiciclo, i nostri parlamentari sono in prima linea affinchĆ© ciò avvenga. Vorremmo capire, però, come mai si ĆØ arrivati a questo punto, all’ultimo momento utile con i rischi che ne potrebbero derivare, se ĆØ vero, come ĆØ vero, che i sindaci avevano lanciato l’allarme giĆ  un anno fa. Intanto che ci si affanna a ā€œtrovareā€ i 600 milioni di euro necessari a non fermare i cantieri, Biondi non può che confermare che l’ultimo stanziamento per la ricostruzione ĆØ stato assicurato dal governo giallo rosso di Giuseppe Conte, i 2 miliardi e 750 milioni che il sindaco sta utilizzando dal 2017; il precedente stanziamento, era stato assicurato dal governo Renzi: quasi 6 miliardi di euro, di cui Biondi beneficiò da sindaco di Villa Sant’Angelo. All’epoca dei governi di centrosinistra, il giovane Biondi non mancava di evidenziare le criticitĆ  da affrontare, arrivando persino a gesti eclatanti come lo sciopero della fame, con l’allora amico – ed oggi nemico giurato – Liris che, da bravo medico, lo soccorreva preoccupato a favore di telecamere. Lontani quei tempi: oggi, Biondi si scaglia contro chi denuncia il rischio – stavolta davvero concreto – che la ricostruzione si fermi, e non spende una parola contro il governo dell’amica Meloni che, al momento, non ha investito un solo euro sulla ricostruzione dell’Aquila e del cratere. Anche questo ĆØ un dato di fatto che non si può negare. Ma si sa: Biondi ha scelto, da tempo, di vestire i panni dell’uomo di partito per non pregiudicarsi la strada verso incarichi nazionali, anche se ciò significa tradire i suoi concittadini. Ben altro atteggiamento rispetto a chi, in passato, non ha mai mancato di criticare anche governi ‘amici’ pur di dare risposte al territorio.Ā  Parla di ā€œmistificazioniā€ Biondi, senza spiegare quale sarebbe la mistificazione. E tace, tace sul ritardo nella programmazione dei fondi del 4% per lo sviluppo socioeconomico del cratere, assicurati grazie ad una intuizione legislativa del Partito democratico, oggetto di un vergognoso braccio di ferro con i comuni del cratere, col sindaco dell’Aquila a fare la voce grossa per tenersi l’80% delle risorse che, fino ad oggi, ha investito per la sua propaganda elettorale, tra pavimentazioni e piazzette. Tace sul fondo complementare al Pnrr, assicurato da un’altra intuizione legislativa del Partito democratico – l’unica misura verticale a valere sui fondi ottenuti dal governo giallo rosso in Europa e contro cui Meloni si era scagliata violentemente – senza dire che fine hanno fatto i progetti che erano stati annunciati: per dirne una, a che punto ĆØ la Scuola nazionale della Pubblica amministrazione? Tace Biondi, tentando di nascondere la veritĆ  dietro la propaganda: la realtĆ , però, sta lƬ a ricordargli che ha ereditato fondi e norme dai passati governi di centrosinistra, a livello cittadino, regionale e nazionale, e che il governo della presidente Meloni, fino ad oggi, non ha fatto altro che attuare o prorogare quelle norme, laddove non le ha smantellate come fatto con la misura del superbonus che ĆØ vitale per i crateri.Ā  Neanche un euro in più, neanche un’innovazione legislativa che, stante l’avanzare dei processi di ricostruzione, sarebbe pure auspicabile. Sulla mancata ricostruzione delle scuole, poi, stendiamo un velo pietoso: il sindaco dell’Aquila che, nella campagna elettorale del 2017 aveva promesso soluzioni in pochi mesi, continua a rivendicare da oramai 8 anni progetti che non vedono mai la luce col risultato che, a 16 anni dal terremoto, migliaia di bambine e bambini ancora frequentano i moduli scolastici provvisori. E gli altri sono in scuole in muratura con indici di vulnerabilitĆ  sottosoglia. La reazione di Biondi, però, svela anche altro, e cioĆØ l’imbarazzo – e la rabbia – del sindaco che, dopo aver promesso di risolvere le criticitĆ  emerse nei processi di ricostruzione, ĆØ stato scavalcato anche dai parlamentari del suo stesso partito che hanno voluto incontrare i sindaci senza di lui per abbozzare alcuni emendamenti. Ci auguriamo che la ricostruzione non diventi terreno di scontro nella guerra interna per il controllo di Fratelli d’Italia a livello regionale.

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