Dalla regione

DISUMANO LO SFRATTO A FAMIGLIA DI CHIETI COMPOSTA DA UNA MADRE SOLA, DUE FIGLIE MINORI (UNA CON GRAVE DISABILITA’), E UNA DONNA ANZIANA

 

L’AQUILA – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, appresa la vicenda che
coinvolge un nucleo familiare vulnerabile in provincia di Chieti – composto da una madre sola, due
figlie minori di cui una con grave disabilitĆ , e un’anziana nonna – esprime viva preoccupazione per
l’annunciato provvedimento di sfratto, che rischia di compromettere gravemente la tutela dei diritti
fondamentali delle persone coinvolte.
Pur nel pieno rispetto della legalitĆ  e dei provvedimenti dell’autoritĆ  giudiziaria, riteniamo doveroso
sottolineare che la protezione delle fragilità umane non può essere considerata un elemento
accessorio del diritto, bensƬ parte costitutiva di esso. La giustizia, per essere realmente tale, deve
sapersi coniugare con il principio di proporzionalitĆ  e con il rispetto della dignitĆ  delle persone.
Nel caso specifico, l’impatto dello sgombero va ben oltre l’ambito materiale. Si prevede
l’interruzione immediata delle terapie domiciliari specialistiche fornite dalla ASL a una minore con
disturbo dello spettro autistico, trattamenti faticosamente integrati nel delicato equilibrio familiare.
Si prevede inoltre un danno psicologico e sociale rilevante, difficilmente reversibile, in assenza di
un’alternativa abitativa idonea e preparata con gradualitĆ .
Riteniamo pertanto indispensabile un intervento urgente e coordinato delle istituzioni competenti,
affinchƩ venga valutata una sospensione temporanea del provvedimento di sfratto, almeno fino
all’udienza del 29 luglio o, preferibilmente, fino all’individuazione di una sistemazione che
garantisca la continuitĆ  terapeutica e la salvaguardia delle condizioni psicofisiche della minore e dei
suoi familiari.
Facciamo appello al senso di responsabilitĆ  della Presidenza del Consiglio, del Ministero per le
DisabilitƠ, della Prefettura di Chieti e delle autoritƠ regionali e locali affinchƩ si riconosca che
tutelare i diritti umani non ĆØ un atto straordinario, ma un dovere istituzionale ordinario.
Non si tratta di eludere le regole, ma di interpretarle con quella intelligenza etica e sociale che una
societĆ  civile ha il dovere di esprimere quando in gioco vi sono la salute, la dignitĆ  e la stabilitĆ  di
soggetti in condizione di particolare vulnerabilitĆ .
Il CNDDU continuerĆ  a monitorare la situazione, mettendo a disposizione il proprio contributo
tecnico, educativo e culturale, affinchƩ il principio di equitƠ non resti confinato a un piano teorico,
ma si traduca in atti concreti e tempestivi.

prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

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