TRUFFE ONLINE, 35 DI SULMONA INDAGATO IN TUTTA ITALIA: “NON C’ENTRO, HO CEDUTO LA SIM”
Avrebbe raggirato almeno dodici persone in tutta Italia, ma si proclama totalmente estraneo ai fatti. È questa la vicenda che coinvolge un 35enne di Sulmona, denunciato a piede libero dai Carabinieri di Tempio Pausania in seguito a un’indagine su una truffa online avvenuta nel 2020.
L’uomo è destinatario di un avviso di garanzia emesso dalla Procura competente, che ha concluso le indagini preliminari sulla vicenda. Il caso specifico riguarda un cittadino che, convinto di affittare un appartamento a Cabras, si è ritrovato con oltre mille euro sottratti attraverso un raggiro ben orchestrato.
Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Nadia La Femina, il sulmonese avrebbe agito in concorso con una 25enne di Napoli e un terzo soggetto ancora non identificato. Il gruppo avrebbe pubblicato un annuncio online fasullo per l’affitto di un immobile in Sardegna. Una volta contattata la vittima, i presunti truffatori avrebbero fornito istruzioni telefoniche per effettuare un finto pagamento tramite sportello Postamat, indirizzando in realtà il malcapitato verso un trasferimento di 1.030 euro su carte PostePay riconducibili agli autori del raggiro.
Il fatto risale al 15 ottobre 2020 ed è avvenuto a Olbia.
Ora, gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati dalla Procura. Il 35enne di Sulmona, tuttavia, si dichiara innocente e completamente estraneo alla truffa.
A sostenere la sua posizione è l’avvocato Fabio Cantelmi, che parla di un “truffatore a sua insaputa”: il suo assistito, secondo la tesi difensiva, avrebbe ceduto la propria scheda SIM a terze persone e, pur non avendo avuto alcun ruolo attivo, si ritroverebbe coinvolto soltanto in quanto intestatario dell’utenza telefonica utilizzata per contattare le vittime.
Ma l’episodio di Cabras non è un caso isolato. A carico del giovane sulmonese risultano altri 11 procedimenti penali aperti in diverse città italiane, sempre legati a truffe online. In alcuni casi, i processi si sono conclusi con l’assoluzione, rafforzando – secondo la difesa – l’idea di un coinvolgimento solo formale e non sostanziale.
Resta ora da capire se la linea difensiva potrà convincere anche in questa nuova inchiesta, o se emergeranno ulteriori elementi che colleghino direttamente l’indagato alla rete di truffe. Nel frattempo, la magistratura procede con la massima cautela, mentre la lista delle vittime continua ad allungarsi.


