CulturaHomeIn Evidenza

LA CORSA DEGLI ZINGARI DI PACENTRO PRESENTATA ALLA CAMERA: UNA TRADIZIONE MILLENARIA VERSO IL RICONOSCIMENTO UNESCO

Una corsa che attraversa secoli e identità

È una delle tradizioni popolari più antiche e suggestive d’Abruzzo: la Corsa degli Zingari di Pacentro, rito collettivo intriso di fede e sacrificio, è stata al centro di una conferenza stampa nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, a Roma. L’iniziativa, organizzata da A&G Global Events e promossa dall’onorevole Luciano Ciocchetti (assente per impegni personali), ha rappresentato un importante momento istituzionale per il rilancio nazionale e internazionale di questa manifestazione unica nel suo genere, con l’obiettivo dichiarato di avviare il percorso verso il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO.

Un rito identitario che segna il tempo di una comunità

La Corsa degli Zingari si svolge ogni prima domenica di settembre, in occasione della festa della Madonna di Loreto, patrona del paese. L’edizione 2025 è in programma il 6 e 7 settembre. L’evento segna simbolicamente la fine dell’estate pacentrana e richiama ogni anno centinaia di visitatori e devoti da tutta Italia. Ma è il suo svolgimento a renderla così particolare: i partecipanti, esclusivamente uomini nati o residenti a Pacentro, corrono a piedi nudi lungo un percorso naturale e impervio, che scende dal costone della Pietra Spaccata, attraversa il torrente Vella e risale fino al centro storico, davanti alla chiesa della Madonna.

«È molto più di una gara – ha affermato Giuseppe De Chellis, presidente dell’Associazione Corsa degli Zingari – è il battito del cuore di Pacentro». Il percorso, breve ma durissimo, inizia con una discesa scoscesa tra rocce, rovi e sterpaglie, che mette alla prova equilibrio, coraggio e determinazione. I corridori, spinti da devozione e spirito comunitario, superano il torrente e affrontano la salita tra gli applausi della folla e la musica della banda. Raggiunto l’altare, spesso con i piedi insanguinati, si accasciano esausti, accolti come eroi e medicati.

Obiettivo UNESCO e nuove sfide culturali

Durante la conferenza è stato presentato un piano ambizioso per valorizzare la Corsa non solo come evento annuale, ma come perno di un progetto culturale strutturato. De Chellis ha annunciato la volontà di istituire un centro permanente della cultura popolare, una sorta di accademia delle tradizioni con un centro multimediale e laboratori per studenti e ricercatori. «Sogniamo il riconoscimento UNESCO – ha dichiarato – ma serve una trafila seria, un lavoro coordinato tra istituzioni, territorio e comunità scientifica».

Il senatore Guido Quintino Liris ha ribadito il valore delle tradizioni come leve di sviluppo: «Le aree interne come Pacentro sono custodi di autenticità. Eventi come la Corsa degli Zingari possono diventare occasioni di rilancio per il turismo culturale e per l’economia giovanile». Parole condivise dal sindaco di Pacentro, Giuseppe Silvestri, che ha sottolineato l’impegno del Comune nel promuovere il rito con strumenti contemporanei: «Vogliamo costruire un turismo sostenibile, potenziare la comunicazione digitale e creare sinergie istituzionali. La Corsa è un volano sociale ed economico per tutto il paese».

La catalogazione come strumento di tutela

Determinante il ruolo dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, rappresentato in conferenza da Omerita Ranalli e dal direttore Leandro Ventura. Ranalli ha presentato i dettagli del progetto di catalogazione e valorizzazione della Corsa, realizzato con il Comune, la Soprintendenza, il catalogo dei beni culturali e il Circolo Gianni Bosio. «Abbiamo realizzato schede partecipative insieme alla comunità pacentrana e a quella emigrata a Youngstown, negli Stati Uniti», ha spiegato. Il progetto si avvale della recente Legge 152 del 7 ottobre 2024, che rafforza il riconoscimento giuridico del patrimonio immateriale italiano.

Corsa degli zingari 2024

Un’origine antica e documentata

La Corsa affonda le radici nella storia medievale. A ricostruirne l’origine è stato il professor Fernando Frezzotti, storico della traslazione della Santa Casa di Loreto. «La prima corsa risale al 12 ottobre 1294 – ha spiegato – quando un gruppo di “ambasciatori” scalzi si recò a Pacentro per incontrare Papa Celestino V. Era un gesto di devozione, lungo la “Strada degli Zingari” che si snodava lungo la via Flaminia. Una testimonianza concreta che ci restituisce la dimensione storica del rito».

Verso un modello culturale replicabile

L’obiettivo ora è duplice: consolidare la Corsa come evento centrale del calendario tradizionale abruzzese e trasformarla in un modello di valorizzazione culturale replicabile, capace di generare impatto sociale, identitario e turistico durante tutto l’anno. I promotori puntano a sviluppare gemellaggi con altre realtà europee, percorsi educativi per le scuole, borse di studio per la ricerca e attività didattiche internazionali. Il riconoscimento regionale, già avviato, rappresenta il primo passo formale verso l’inserimento tra i patrimoni immateriali dell’UNESCO.

Un simbolo di autenticità per l’Italia intera

Con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e dell’Aeronautica Militare, l’iniziativa presentata a Montecitorio ha assunto un valore nazionale, rilanciando l’idea che le tradizioni locali, se ben tutelate e raccontate, possano diventare risorse concrete per il futuro. La Corsa degli Zingari è oggi più che mai una sfida culturale, sociale ed educativa, un rito che racconta l’anima collettiva di una comunità e si propone come patrimonio condiviso per l’Italia e per il mondo.

Domenico Verlingieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *