E pensare che c'era il pensieroHomeIn Evidenza

CALCIOPOLITICA D’ESTATE: IN ABRUZZO IL MERCATO DEI DIRIGENTI VA A RETI… IDRICHE UNIFICATE

di Claudio Lattanzio

In tempo di calciomercato anche la politica – si sa – vuole la sua dose di riflettori. E mentre i tifosi della Juve aspettano Osimhen e quelli dell’Inter il brasiliano Ederson , in Abruzzo va in scena una campagna acquisti tutta particolare: quella dei civici, i nuovi talent scout della pubblica amministrazione. Altro che Serie A: qui si gioca nel campionato delle partecipate, dove le poltrone pesano più di una finale ai rigori.

Dopo l’affondo alla SACA spa, con la presidenza assegnata a Uberto Di Pillo – avvocato, cugino e sodale di studio di Andrea Gerosolimo (così legati che il cognome è quasi superfluo) – ecco un’altra mossa da manuale del perfetto “DS” civico: il trasferimento a sorpresa di Franco Raulli, ingegnere ed ex dirigente del Comune, promosso a nuovo timoniere del Servizio Affari generali e Controllo analogo dell’ERSI. Il tutto firmato con decreto n. 15 del 7 luglio 2025, in pieno stile mercato last-minute.

A caldeggiare la nomina, manco a dirlo, Luigi Di Loreto, presidente dell’ERSI e braccio destro del già citato Gerosolimo. Insomma, una squadra ben rodata, con uno schema fisso: lunga palla su Popoli Terme e via di triangolazioni tra enti, studi legali e società partecipate.

Il nuovo ruolo affidato a Raulli, va detto, è di quelli delicati: dovrà controllare le società partecipate, tra cui – guarda il caso – proprio la SACA. Cioè, in pratica, un controllore scelto dal gruppo che governa i controllati. Un po’ come se l’arbitro di Juve-Milan lo nominasse Allegri. Ma con curriculum impeccabile, s’intende.

La nota ufficiale parla di “valutazioni di merito” e “idoneità alle funzioni dirigenziali”. Tutto in regola, tutto tecnico, tutto blindato. Eppure, la politica (come il calcio) è fatta di retroscena e di spogliatoi, e in questo caso il clima sembra quello di uno spogliatoio un po’ troppo affollato… di parenti, amici, compari e alleati.

Così mentre l’ERSI – fresco di riforma di marzo – prova a darsi un volto nuovo, la vecchia abitudine italica di sistemare parenti, amici, simpatizzanti, carte conosciute, insomma giocatori anche non proprio giovani, ma già formati e affidabili,  torna prepotente. Altro che “cambiare l’acqua al sistema”: qui si preferisce gestirla direttamente, in famiglia.

E se è vero che “l’importante è partecipare”, da queste parti l’importata è partecipata. Ma solo se giochi nella squadra giusta. Magari festeggiando i nuovi acquisti con un tuffo in piscina, quella di Prezza naturalmente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *