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SULMONA, SVOLTA PER LE FAMIGLIE SFRATTATE: CINQUE NUOVI ALLOGGI ASSEGNATI DAL COMUNE

Dopo quasi tre mesi di incertezza, si avvia verso una conclusione la complessa vicenda delle cinque famiglie sfrattate dalla palazzina Ater di via Aldo Moro 3, sgomberata l’11 aprile scorso per motivi di sicurezza. La Giunta comunale ha approvato un piano di ricollocamento che prevede l’assegnazione di cinque nuovi alloggi, individuati nel territorio comunale, alcuni dei quali in via XXV Aprile e altri nella cosiddetta palazzina verde del Contratto di Quartiere.

Tre nuclei familiari saranno trasferiti in complessi abitativi di proprietà dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale (Ater), mentre per gli altri due casi, che coinvolgono persone fragili con problemi fisici, si sta valutando l’ipotesi di accoglienza temporanea in una struttura per anziani, considerate le difficoltà logistiche degli immobili disponibili.

L’amministrazione comunale, in accordo con l’Ater, i tecnici e il rappresentante legale degli inquilini, ha garantito un percorso di accompagnamento per il recupero degli effetti personali lasciati negli appartamenti, sigillati in seguito allo sgombero. Le operazioni inizieranno nei prossimi giorni con il rilascio di appositi permessi di accesso da parte dell’Ater, e saranno supportate logisticamente dal Comune per agevolare il trasloco verso le nuove destinazioni abitative.

Fino al completamento dei trasferimenti, le famiglie continueranno a essere ospitate nell’albergo dove sono state accolte fin dal giorno dello sgombero, con le spese coperte dall’amministrazione comunale. Il provvedimento di evacuazione fu disposto dal commissario straordinario Ernesta D’Alessandro, sulla base di due perizie tecniche contrastanti: una, redatta dall’Ater, che evidenziava la gravità strutturale dell’edificio, e un’altra, risalente al luglio 2024, che sosteneva la possibilità di eseguire lavori di messa in sicurezza senza trasferire gli inquilini.

Le divergenze tra i documenti tecnici hanno acceso un contenzioso legale ancora in corso. L’avvocato che rappresenta le famiglie, Mauro Sciullo, ha ottenuto l’accesso agli atti, rilevando ulteriori incongruenze nei pareri sulla sicurezza dell’edificio. La questione è attualmente al vaglio della Procura di Sulmona, che dovrà chiarire se lo sgombero sia stato giustificato da reali rischi o da un eccesso di cautela.

Intanto, il Comune assicura che ogni fase del trasferimento sarà seguita con attenzione, nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte e con l’obiettivo di chiudere definitivamente una vicenda che, per troppo tempo, ha lasciato le famiglie nel limbo.

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