MAGNETI MARELLI SULMONA, CLIMA DI TENSIONE: ASSEMBLEE IL 24LUGLIO, SINDACATI PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
SULMONA – Sale la tensione nello stabilimento peligno della Marelli di Sulmona, dove i sindacati hanno fissato per il prossimo 24 luglio le assemblee con i lavoratori. Un appuntamento cruciale per fare il punto su una situazione sempre più complessa, segnata da una crisi profonda del settore automotive e dall’iter per il fallimento avviato dalla società, che sta facendo crescere la preoccupazione tra i 444 dipendenti.
Le assemblee si terranno per turni di lavoro, alla presenza dei segretari nazionali delle categorie metalmeccaniche, e serviranno a discutere con i lavoratori un’eventuale mobilitazione. «Se sarà necessario, siamo pronti anche a scioperi, presidi e azioni eclatanti», ha dichiarato Michele Paliani della Uil, ribadendo l’urgenza di dare risposte a un comparto già fiaccato dalla crisi dell’automotive e dalle politiche di riduzione dei volumi produttivi.
L’allarme è esploso la scorsa settimana, quando l’azienda ha comunicato l’avvio della procedura fallimentare, pur assicurando che non ci saranno conseguenze immediate su sedi operative e stipendi. Rassicurazioni che non sono bastate a placare le preoccupazioni: entro fine anno sono previsti altri 147 esuberi, a conferma di un processo di ridimensionamento che prosegue senza sosta.
A questo si aggiunge lo smantellamento, avvenuto alcuni mesi fa, della linea di lavorazione dei semi corner per il Ducato, trasferita ad Atessa nell’ambito del processo di internalizzazione di Stellantis, altra azienda colpita dalla crisi del comparto. Una scelta che ha ulteriormente indebolito il sito sulmonese.
Resta poi irrisolta la vertenza degli addetti alle pulizie: i lavoratori, già in sciopero e in stato di agitazione lo scorso febbraio, lamentano buste paga sempre più leggere, con retribuzioni mensili che oscillano tra 150 e 300 euro. Una situazione causata dall’aumento della percentuale di cassa integrazione applicata dalla ditta subentrata all’appalto, la quale, pur avendo concordato una cassa al 50%, la sta applicando al 70%, aggravando le difficoltà economiche di chi lavora. Gli ammortizzatori, inoltre, devono ancora essere liquidati dall’Inps.
A complicare ulteriormente il quadro è la sospensione, in atto ormai da quasi un anno, dei turni notturni in fabbrica, che ha ulteriormente ridotto le possibilità di guadagno per molti lavoratori.
Il 24 luglio sarà dunque un momento decisivo per comprendere le reali prospettive di uno stabilimento storico, un tempo fiore all’occhiello del tessuto industriale peligno, oggi simbolo delle difficoltà che attraversano il comparto automobilistico italiano.



Possiamo aspettare a ferragosto l assemblea