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GLI AMBIENTALISTI CHIEDONO AL COMUNE IL BLOCCO DEI LAVORI SNAM E UN VINCOLO CULTURALE SU CASE PENTE

Il silenzio elettorale sul progetto SNAM torna a far rumore. Dopo una campagna elettorale in cui la questione della centrale di compressione e del metanodotto Linea Adriatica è rimasta ai margini del dibattito pubblico, il coordinamento Per il Clima Fuori dal Fossile rilancia la mobilitazione con una lettera aperta indirizzata al sindaco di Sulmona, alla giunta e all’intero Consiglio comunale.

Nella missiva, firmata da Mario Pizzola, si chiede con forza che il Comune si attivi immediatamente per fermare i lavori della centrale di Case Pente e promuovere l’apposizione di un vincolo culturale sull’intera area, alla luce delle recenti scoperte archeologiche e delle gravi violazioni normative denunciate.

“La vicenda SNAM non è affatto chiusa” – scrive il coordinamento – “e l’approvazione all’unanimità della risoluzione regionale da parte della Commissione Ambiente e Territorio dimostra che esistono ancora margini per fermare un’opera che minaccia ambiente, sicurezza e patrimonio storico”.

Secondo quanto denunciato, i lavori per il metanodotto non sono ancora iniziati, mentre quelli per la centrale procedono dal settembre 2024 nonostante, sostiene il coordinamento, siano viziati da irregolarità. Il cantiere, attualmente attivo nell’area di Case Pente, sarebbe stato avviato in violazione delle prescrizioni previste dal decreto VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), con un’autorizzazione ormai scaduta.

Ma la denuncia non si limita agli aspetti ambientali e procedurali. I danni, spiegano gli attivisti, riguardano anche il patrimonio storico e archeologico: “Le ruspe della SNAM hanno distrutto un insediamento preistorico di 4200 anni fa, composto da 40 capanne, e una serie impressionante di reperti romani: un edificio con 15 stanze, un impianto termale, due necropoli con 120 tombe, una strada, una fornace, un dolio e altre strutture murarie”.

Scavi che confermerebbero quanto già ipotizzato dalla stessa Soprintendenza dell’Aquila in passato: Case Pente è uno dei siti archeologici più importanti e inediti della regione. Eppure, secondo la nota, proprio la Soprintendenza avrebbe autorizzato i lavori, ignorando la necessità di tutela e valorizzazione.

Il coordinamento chiede dunque al Comune di Sulmona di assumersi le proprie responsabilità storiche e politiche, e di attivarsi presso il Ministero della Cultura per vincolare l’area come bene culturale, fermando immediatamente i lavori della centrale.

Inoltre, la lettera esorta l’amministrazione ad affiancare la Regione nel perseguimento degli altri obiettivi indicati nella risoluzione approvata: una nuova Valutazione di Impatto Ambientale, visto che quella attuale risale a 14 anni fa; una valutazione costi-benefici mai effettuata; e l’adozione di una normativa specifica per le infrastrutture metanifere, che escluda aree a rischio sismico e idrogeologico e garantisca la sicurezza della popolazione.

Una partita ancora aperta

La questione SNAM, quindi, torna al centro dell’attenzione, non più come tema tecnico o burocratico, ma come battaglia civile e culturale. Una battaglia che chiama in causa la politica locale, colpevolmente muta durante la recente competizione elettorale. Il messaggio del coordinamento è chiaro: “Sulmona non può permettersi di perdere la propria storia e il proprio territorio in nome di un’opera imposta, illegittima e dannosa”.

Ora la palla passa all’amministrazione comunale. Le prossime settimane diranno se il nuovo corso saprà raccogliere la sfida o continuerà a voltarsi dall’altra parte.

Domenico Verlingieri

Un commento su “GLI AMBIENTALISTI CHIEDONO AL COMUNE IL BLOCCO DEI LAVORI SNAM E UN VINCOLO CULTURALE SU CASE PENTE

  • Si volteranno dall’altra parte come stanno facendo con la discarica Cogesa, illegale, avvelenante e maleodorante.
    Chiaramente nessuno aveva spiegato al nuovo sindaco a cosa andava incontro.

    Risposta

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