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OPERATORI DEL 118 ANCORA SENZA STIPENDIO: “PRETENDIAMO RISPETTO”

È un grido d’allarme quello lanciato, con una lettera aperta inviata alla stampa, dagli operatori del 118 impiegati tramite una cooperativa che fornisce personale alla ASL 1 Abruzzo. Per il mese di giugno 2025, come già accaduto due mesi fa, gli stipendi non sono stati ancora erogati. La motivazione, comunicata dall’azienda appaltatrice, è sempre la stessa: il mancato o ritardato pagamento delle fatture da parte della stessa ASL.

“Pur consapevoli delle difficoltà burocratiche che possono rallentare i processi amministrativi – scrivono i lavoratori – riteniamo che queste criticità non debbano ricadere sistematicamente su chi, ogni giorno, garantisce un servizio essenziale e delicato come quello dell’emergenza-urgenza.” Il tono è fermo ma rispettoso, a testimonianza della professionalità con cui questi operatori affrontano turni prolungati, spesso di 12 ore consecutive o addirittura doppi, per sopperire alla cronica carenza di personale e garantire il corretto funzionamento del sistema di emergenza sanitaria.

Non si tratta solo di una questione sindacale, ma di dignità e sopravvivenza: “Il rispetto che chiediamo – prosegue la lettera – passa anche dalla regolarità dei nostri stipendi. I ritardi nei pagamenti hanno conseguenze concrete su chi ha famiglie con bambini piccoli, su chi deve pagare rate, mutui o affrontare spese quotidiane. Ci chiediamo: chi ripagherà questi danni?”

I lavoratori mettono inoltre in discussione l’efficacia del modello di gestione attuale, che prevede il ricorso a cooperative esterne: “La ASL paga sia l’azienda appaltatrice che fornisce il personale, sia il personale stesso. Una gestione diretta, invece, potrebbe generare risparmi significativi per la sanità pubblica.” Una riflessione che solleva interrogativi su un sistema che, secondo gli operatori, “potrebbe convenire a qualcuno, anche se certamente non a chi lavora ogni giorno sul campo.”

La denuncia non vuole essere polemica, assicurano i firmatari, ma un atto di responsabilità: “Abbiamo scelto di rivolgerci alla stampa per portare all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni una situazione che si ripete con una frequenza ormai inaccettabile.” E concludono: “Chiediamo una soluzione giusta, sostenibile e rispettosa del lavoro di tutti.”

Un appello che non può e non deve rimanere inascoltato.

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