LA CITTA’ DELLO SBALLO: ARRESTI PER SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, ANCHE A MINORI. RUOLO DELLE FAMIGLIE E CONDIZIONE GIOVANILE ALL’AQUILA
L’AQUILA – Le nostre forze dell’ordine (carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza), ce la mettono tutta per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti in città e nel comprensorio. Per lo più “beccano” giovani spacciatori con qualche dose da cedere e un po’ di soldi provenienti dall’attività illecita. Piccoli manovali di organizzazioni ben più grosse e potenti, che non sembrano avere né un nome né una connotazione visibile sul territorio. Però, una riflessione a parti invertite va fatta. Se c’è chi spaccia. C’è chi compra. La famosa legge della domanda e dell’offerta. Lasciare sulle spalle delle forze di polizia il compito di non far drogare i figli, non è di certo la via giusta per farla finita con le droghe. Questo che affermo, non certo per bigottismo, è esattamente quel che accade. Giovani, anche minori, cercano la via dello “sballo” e inseguono coloro che vendono le sostanze adatte a questo scopo. I genitori, i primi educatori, “cattolici” con i propri rampolli, diventano “protestanti” con i giovani spacciatori di strada. Sappiano, i papà e le mamme, che se nessuno cerca droghe, nessuno le potrà offrire. Come dire che ai poli è impossibile vendere ghiaccioli o frigo e congelatori per conservare gli alimenti. Ed ecco che in sostituzione delle famiglie, troviamo decine di associazioni di volontariato, che cercano di mettere una “pezza a colore” all’assenza del nido natale inteso come entità che trasferisce ai figli valori veri, puliti, non inquinanti e non inquinati. Ognuno, evidenziata questa verità che tutti conosciamo, faccia un esame di coscienza. Si guardi allo specchio e non provi a rompere lo specchio se non si vede “bello”. E alle nostre forze dell’ordine un grazie e un in bocca al lupo, visto che sono rimaste le ultime frontiere attive contro la deriva sociale alla quale assistiamo quotidianamente.
Giosafat



