EDDY MERCKX IL CANNIBALE
di Massimo Di Paolo – Prima dell’onda lunga dei festival estivi, delle rassegne e delle vacanze tout court, “Libri & Visioni” vuole proporre una lettura da suggerire ad appassionati e non; per timidi e meno timidi, per solitari o buontemponi; ma soprattutto per tutti quelli che cercano ancora la figura dell’eroe, interpretata e vissuta nella storia recente. Il libro si intitola Merckx, Il Cannibale di GuyRoger Solferino edizioni. Traduzione di Francesca Cassi. Ricordi, conti aperti ed il confronto tra il ciclismo moderno e gli avversari del passato. Una narrazione dal tono romantico insieme ad unariflessione attualizzata per i tempi moderni di un signore ormai ottantenne che nel 1971 vince la sua prima prova in linea.

Accadde in Svizzera a Mendrisio, dietro di lui Felice Gimondi che per riflesso, diventò il mitico e unico rivale di sempre.
Non sappiamo se collocarlo tra gli eroi viventi o tra le sperimentazioni extraumane, certo è che il curriculum illustra una carriera che fa venire la pelle d’oca: 4 ori ai mondiali, 5 Tour de France, 5 edizioni del Giro d’Italia, una Vuelta e naturalmente tutte le Classiche con momenti esaltanti che della memoria hanno fatto monumenti dello Sport. Libro e lettura da compagnia per momenti di identificazione e di passione; romanzo di vita del corridore più vincente di sempre che ha creato con le sue narrazioni un giro a tappe della sua vita straordinaria.

Gesta che sono depositate nella mitologia dello sport come il Tour de France del 1975: caduta rovinosa, doppia frattura mascellare che impone il ritiro, invece vince la caparbietà e la capacità di reggere soglie del dolore impensabili per umani normali “… dopo quel Tour, niente è più stato lo stesso”. Un conquistatore dell’impossibile insieme a Scott, Bonatti, René Desmaison, Messner. Retto da valori antichi ormai rari e perfino fuori luogo come il rispetto, l’umiltà, l’impegno, il coraggio, il dubbio e la passione.

Quando si dice un esempio per i giovani: Eddy Merckx un esempio come atleta, come talento e come uomo. “ … che il mio nome si cancelli o sparisca, è la legge del tempo che passa. Che qualcuno possa ricordarsi di me sarebbe un atto di gratitudine. Ma non sta a noi decidere”.

