FRANZ KAFKA: QUANDO IL DOLORE DIVENTA LETTERATURA IMMORTALE
PRAGA – Franz Kafka nacque a Praga nel 1883, primogenito di sei fratelli. Crebbe in una casa dove la paura, la fragilitĆ e il silenzio erano pane quotidiano. Suo padre, Hermann, era un uomo imponente, autoritario, capace di distruggere lāautostima di chiunque con uno sguardo o una parola. La madre, Clara, era presente, ma troppo debole per opporsi. Due dei fratellini di Kafka morirono piccolissimi, e Franz, che da bambino li aveva gelosamente desiderati lontani, portò a lungo dentro di sĆ© una colpa sorda, che si sommò al timore costante del padre e a una solitudine che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.Non era un bambino ribelle. Al contrario: fragile, introverso, ossessivo, trascorreva le giornate nascosto nella sua stanza, a leggere e immaginare altri mondi. GiĆ allora sapeva che voleva scrivere. Era lāunico spazio dove siĀ sentiva al sicuro. Ma il padre non lo vedeva di buon occhio: lo costrinse a studiare legge e a lavorare come impiegato. Kafka obbedƬ, ma mai smise di scrivere. La notte, spesso, era il suo rifugio.
Nel 1919, a 36 anni, trovò il coraggio di mettere su carta tutto il dolore e il rancore che provava verso suo padre. Scrisse una lunga lettera, 47 pagine, in cui cercava di spiegare cosa volesse dire crescere sotto il peso di una figura così schiacciante. Ricordava episodi umilianti, tra cui uno che lo segnò profondamente: da bambino, si alzò nel cuore della notte per bere. Il padre, furibondo, lo sollevò in braccio, lo portò fuori sul balcone e lo lasciò lì, solo, al freddo, per tutta la notte, con addosso solo il pigiama. Da quel momento, racconta Kafka, divenne ancora più obbediente. Ma dentro, qualcosa si era rotto per sempre.
La lettera non fu mai consegnata. Kafka la affidò a sua madre, chiedendole di darla al padre, ma lei glielo sconsigliò, temendo che peggiorasse tutto. E lui non ebbe mai la forza di contraddirla.
Le difficoltĆ emotive di Kafka non si limitavano alla famiglia. Lāamore fu per lui unāaltra trappola. Desiderava profondamente il contatto umano, ma la sua insicurezza e le sue ossessioni lo allontanavano da tutto e da tutti. Aveva una vita sentimentale complicata, turbata da un desiderio sessuale incontrollato che lo portò spesso a cercare rifugio nei bordelli e nella pornografia. La sua relazione più famosa fu con Felice Bauer. Si fidanzarono, si scrissero oltre 500 lettere, ma alla fine tutto si sgretolò, anche perchĆ© Kafka non si sentiva mai davvero capito.
Non si sposò mai, non ebbe figli. Era costantemente malato, afflitto da problemi respiratori, allergie e ansie profonde. Nel 1924, a soli 41 anni, la tubercolosi lo colpƬ alla gola, rendendogli impossibile mangiare. Passò gli ultimi giorni scrivendo, come sempre. Lāultima storia fu quella di un fenomeno da circo che rifiutava il cibo. MorƬ senza clamore, come aveva vissuto.
Di lui rimane una fotografia rara, in cui sorride accanto a sua sorella Ottla. Ć uno scatto prezioso: uno dei pochi momenti in cui Kafka, lāuomo che trasformò il dolore in letteratura, lascia intravedere la tenerezza che la vita gli aveva sempre negato.
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