CABBIA DI MONTEREALE: LA SUA STORIA AFFASCINANTE E IL RUOLO DELLE SORGENTI DELLA PALOMMA NELLA NASCITA DEL BORGO
CABBIA DI MONTEREALE – Tutti gli insediamenti umani sono da sempre ubicati vicino all’acqua potabile. I fondatori di Cabbia, giunti da Palarzano, dipendenza del Castello di Cascina, crearono il primo insediamento vicino alle sorgenti della Palommara.
La valletta sottostante denominata valle Caja dette il nome al Paese. All’epoca, primi secoli dopo l’anno mille, le risorgive delle acque erano poste ad un livello superiore all’insediamento, ciò permetteva un facile approvvigionamento ;nel bacino montano dell’Accareccia l’acqua pluviale formava un laghetto stagionale e il bosco di faggio si estendeva dalle prime abitazioni fin sopra Colle Jertu ricoprendo l’intera montagna. Il Paese cresceva e di conseguenza l’aumentata necessitĆ di legname e di terreni da coltivare portò ad una drastica riduzione del bosco.
Successivamente il laghetto montano ruppe il diaframma di roccia tra Collepiano e Colle Jertu, precipitò a valle e scomparve. Questi fatti spostarono il livello delle risorgive ad una quota inferiore a quella del paese rendendo difficoltoso l’approvvigionamento idrico. L’unica sorgente in grado di soddisfare al meglio le necessitĆ del paese era quella di Fonte Palomma posta ad una distanza ragionevole dall’abitato ma troppo a ridosso del villaggio fortificato di Montorsello che ne rivendicava i diritti. I Cajani chiesero di poter utilizzare quelle acque offrendo delle contropartite. Per diversi anni i gli abitanti di Montorsello, invidiosi della prosperitĆ raggiunta in poco tempo dai nuovi vicini, si opposero alla richiesta.
Il 9 settembre del 1349 un terribile terremoto devastò l’aquilano, causò danni leggeri a Cabbia ma distrusse completamente il Castello fortificato di Montorsello causando alcune vittime. Montorsello venne abbandonato, i suoi abitanti si spostarono verso nord dove edificarono un nuovo borgo dopo avere tagliato la macchia che ricopriva il terreno. Il nome del nuovo paese fu il bene augurante Cesaproba.
I Cajani subito dopo il sisma aiutarono concretamente i più sfortunati vicini. Qualcuno tra i novelli Cisaproani dopo aver visto all’opera la generositĆ dei Cajani pensò che la distruzione di Montorsello fosse dovuta ad una punizione divina poichĆ© non avevano rispettato il comandamento evangelico di “dar da bere agli assetati”.
La Caja ottenne il diritto all’utilizzo della sorgente di Fonte Palomma che ancora oggi ci disseta. Qualche generazione dopo questi avvenimenti, accadde che alcuni giovinastri di Cesaproba spararono alla nuova campana di Cabbia, per stupida invidia. La Signora di Montereale, l’Arciduchessa Margherita d’Austria, aveva fatto dono al meritevole popolo Cajano di una stupenda campana fusa con lega di argento dal suono potente e cristallino udibile a notevoli distanze. Il danno fu irrisorio ma grave fu l’offesa. I vecchi saggi dei due paesi, per evitare spiacevoli conseguenze tra gli irruenti giovani, inventarono questo ammaestramento che ancora ci accompagna “Cajani e Cisaproani stete in pace, vejete a Mortorsellu come jace”.
In memoria di Domenico MONTORSELLI da Cesaproba, valente amministratore comunale del secolo scorso che difese gli interessi di Cesaproba cosƬ come quelli di Cabbia nel nome di un comune sentire.
Concezio SalviĀ
.




