L'Aquila Capoluogo

PARIDE DURONIO NON E’ PIU’ TRA NOI. L’AQUILA PERDE UNA GRANDE PERSONA: POETA E SCRITTORE DALLA GRANDE SENSIBILITA’ UMANA

di Goffredo Palmerini 
L’AQUILA – Apprendo ora, con grande tristezza, la notizia della scomparsa di Paride Duronio, 77 anni, poeta e scrittore e una vita passata a lavorare nell’ENEL. Una Persona esemplare, Paride, di una straordinaria sensibilità, quella che animava la sua poesia e la passione civile, l’attaccamento alla Polis, l’amore per la storia locale. Sempre presente negli eventi culturali della città, insieme al gruppo dei poeti aquilani che Mario Narducci spesso convoca per eventi letterari – ricordo, tra questi, la toccante Via Crucis poetica -, Paride è sempre stato un punto di riferimento. La sua produzione lirica lo ha portato spesso sul podio di Premi letterari, vincitore o tra i primi classificati, a riprova d’una attitudine alla creatività e all’espressività poetica che per molti anni ha accompagnato la sua vita.
Diverse sue raccolte poetiche sono diventate libri pubblicati, ma nella sua attività di scrittore anche racconti e soprattutto un romanzo storico, la vita di un coraggioso e tenace prete aquilano, don Natale Mariani, nato nel 1889 a Bazzano e deceduto nel 1951. Paride ne ha documentato e raccontato la vita, anche gli anni bui della dittatura fascista quando don Natale era spesso preso di mira dalle squadracce che mal sopportavano l’adesione del prete al popolarismo sturziano. Oltre al significativo valore del romanzo “Don Natale Mariani” – edito nel 2018 da One Group -, nella ricostruzione della storia di vita del prete aquilano, il volume assume anche una sua rilevanza nel narrare lo spaccato sociale che faceva da sfondo, in anni particolarmente difficili e violenti, all’attività pastorale di don Natale tra le piccole comunità rurali della Valle subequana, anche nell’istruzione e nella formazione di giovani e ragazzi, cui lasciò una testimonianza indelebile di umanità e di attenzione operosa verso il prossimo.
Paride era stato collega di lavoro di mio fratello Corradino, scomparso prematuramente nel 2016, di cui egli portava il vivo ricordo delle qualità umane e della sensibilità culturale. Forse anche per questo il nostro rapporto di amicizia si era ancor più rafforzato, tanto da seguire con appassionata attenzione la mia attività pubblicistica come del pari io seguivo la sua. Tanto anche da avere la delicatezza di confidarmi la sua situazione di salute. Il 15 maggio scorso ricevevo dal suo numero un messaggio su Whatsapp: “Buongiorno signor Goffredo, Paride mi ha detto di informarla che non è più autonomo a causa di una grave malattia aggressiva”. Gli ho mandato il mio saluto affettuoso e l’augurio di ogni Bene. Immagino analogo messaggio Paride l’abbia fatto recapitare alle amicizie più care: reca la gentilezza e il garbo di un premuroso messaggio di congedo. A Dio, caro Paride, e grazie per quanto lasci di eredità morale: alla tua famiglia, come a tutti coloro che ti hanno amato e stimato.

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