L’AQUILA DI UNA VOLTA. PIAZZETTA DELLA GENCA, UNA STORIA MILLENARIA ALLE FALDE DEL GRAN SASSO
L’AQUILA – Piazzetta della Genca nel 1930 circa – Nel 1304 furono terminati i confini de’ territori dei Castelli di Assergi e di San Pietro della Genca…San Pietro era Terra del contado Aquilano confinante con Assergi ad oriente, con Chiarino a settentrione, con la Genca ed Guasto a ponente ed a mezzodì con Aragno. Era situato propriamente sovra un colle, che vien bagnato giù nel basso, fra alte roccie (proprio così), dal rivo che scende dall0acqua di S. Franco, e rimetto ha una piccola selvetta. Vi si andava per due vie, l’una per le sponde del detto rivo, l’altra in alto, pei terreni seminatorii, conducente appunto al capo di detto colle. Qua e la, in cento punti, si posson tuttora ben osservare le reliquie di molte dirute fabbriche: in cima poi su picciol ridosso resta la Chiesa dei S. Pietro, angusta e ad una nave…Il territorio a m. 1165 d’altezza, è piuttosto sterile… Del 1341 si ha un contratto di vendita d’un Casaleno nel Casale di S. Pietro della Genca: non era disabitato del tutto ancora… In un atto del 1366 fra i discesi da questo Castello ad abitare nell’Aquila ricordasi il nome di un tal Tommaso Di Tommaso…



Lo scritto su San Pietro della Genca è molto significativo.
Esso è ripreso pari pari da ciò che sull’argomento scrive lo storico aquilano Ludovico Antinori. Non sarebbe corretto, in casi del genere” mettere lo scritto tra virgolette e indicare la fonte ?