GILDO VALLE, BANDIERA DELLA TERNANA ED EX DEL SULMONA IN VISTA DELLA FINALE ALL’ADRIATICO: “IL MIO CUORE DIVISO TRA PESCARA E TERNI”
Alla vigilia della finale di ritorno dei playoff di Serie C tra Pescara e Ternana, in programma domani sera alle 21.15 allo stadio Adriatico-Cornacchia, la TGR Rai Abruzzo ha raccolto le emozioni di Gildo Valle, 81 anni, bandiera rossoverde ai tempi della Serie A e abruzzese di Tocco da Casauria, intervistato nella sua abitazione.
Un viaggio nella memoria, tra il calcio di ieri e le passioni mai sopite. Ā«Erano bei tempi, però sono passati, questo ĆØ il guaioĀ», racconta con nostalgia Valle, che fu il capitano della Ternana degli anni dāoro, quella guidata da Corrado Viciani, lāinnovatore del cosiddetto gioco corto. Ā«Viciani intuƬ che con i giocatori a disposizione ci voleva un gioco abbastanza corto. Fu chiamato il gioco corto di Viciani, che poi ispirò anche quello del Manchester City di GuardiolaĀ», ha spiegato.
Con la maglia rossoverde, Valle affrontò i più grandi campioni dellāepoca: Ā«Ho incrociato Rivera, Riva, Mazzola, Corso⦠fino ad arrivare a Franco Selvaggi, che proprio dalla Ternana iniziò il suo cammino verso il titolo di campione del mondoĀ». Dopo la carriera da calciatore, proseguƬ quella da allenatore anche in Abruzzo: Ā«A Francavilla nel settore giovanile ebbi belle soddisfazioni, lanciammo ragazzi come Del Grosso e Colonnello, poi arrivati in Serie AĀ».
A Sulmona Valle arrivò nel 1978 con un doppio incarico: allenatore e giocatore, rimanendo fino al 1980, iniziando poi stabilmente la carriera da tecnico nei campionati dilettantistici abruzzesi.
Centrocampista difensivo, era cresciuto nel vivaio della Roma senza esordire in prima squadra. Dopo esperienze con Puteolana e Internapoli, nel 1970 passò alla Ternana in Serie B, diventandone subito titolare. Fu protagonista assoluto della storica promozione in Serie A nel 1971-72 con 3 reti in 36 presenze. Dopo un infortunio, esordƬ in massima serie il 10 dicembre 1972 contro lāInter a San Siro, disputando 18 partite quellāanno. Con i rossoverdi collezionò complessivamente 24 presenze in Serie A e 76 in B con 3 gol, vivendo anche una seconda promozione in A e una successiva retrocessione, pur con un ruolo da rincalzo.
Ora, alla soglia degli 82 anni, guarda con affetto entrambe le finaliste dei playoff: Ā«La partita la vedrò in televisione, mi sarebbe piaciuto andare allo stadio, ma per motivi di salute ĆØ meglio di noĀ». E al momento del tifo, il cuore si divide: Ā«Al 50%, sono nato nella provincia di Pescara, ma Terni ĆØ parte di meĀ». Poi un pizzico di rammarico: Ā«Ho indossato la maglia de LāAquila, quella del Sulmona, ma mi ĆØ mancata proprio quella del PescaraĀ».
Una storia di calcio autentico, fatta di passione e appartenenza, che si riaccende alla vigilia di una sfida che vale una stagione.




Senso di- appartenenza? La squadra di- calcio di Tocco da Casauria, ha come colori sociali il rosso e il verde, come la Ternana, appunto.