LA CANTRICE DEGLI APPENNINI: QUANDO LE DONNE TE LE CANTANO IN OTTAVA RIMA
L’AQUILA – Beatrice di Pian degli Ontani nasce nel 1803 a Cutigliano, nell’Appennino toscano. Cresce tra i boschi, senza istruzione formale. Da bambina segue il padre in Maremma, aiutandolo nel lavoro nei campi. Non impara mai a leggere, ma assorbe le storie e i ritmi della lingua parlata. La sua scuola sono la pioggia, la legna e la zappa, come lei stessa racconta in ottava.Nel 1823 sposa Matteo Bernardi e si trasferisce a Pian di Novello. Proprio il giorno del matrimonio, improvvisa i suoi primi versi in rima. La naturalezza con cui costruisce strofe e la sua memoria orale impressionano tutti. Da quel momento, Beatrice diventa una figura conosciuta in tutta la Montagna pistoiese. Partecipa a feste e incontri pubblici, esibendosi con improvvisazioni poetiche. La sua voce, in ottava rima, attraversa i confini locali e arriva fino agli intellettuali dell’epoca.
Niccolò Tommaseo la incontra e ne parla con ammirazione. La definisce capace di comporre senza errori, pur senza alcuna educazione scolastica. Beatrice rappresenta una tradizione popolare viva, fondata sulla memoria, il ritmo e l’ascolto. Muore nel 1885, ma il suo canto rimane parte del patrimonio orale dell’Appennino.



